Trionfo Roma in Europa: schiaccia il Milan, vola in semifinale e dà un calcio al passato!

La Roma batte il Milan anche nel ritorno dei quarti di Europa League, raggiungendo le semifinali europee per il quarto anno consecutivo, un record.

Un confronto suggellato in maniera superba dai giallorossi, la cui superiorità in questa doppia sfida non è mai stata in discussione.

Nel giorno del prolungamento del contratto di De Rossi, il tecnico romano infligge un’altra pesante lezione al dirimpettaio Pioli, che è costretto a subire due sconfitte da una squadra alla quale nei tre anni precedenti, sotto la gestione Mourinho, aveva lasciato la miseria di 2 punti in 6 gare.

Un 3-1 complessivo che rappresenta solo in parte il dominio della Roma, che ha disputato un’ora in inferiorità numerica (per la giusta espulsione di Celik) senza che nessuno se ne accorgesse.

Devastante l’avvio di gara dei capitolini, che sbloccano il risultato con il solito Mancini, lesto a ribadire in rete un gran tiro di Pellegrini che sbatte sul palo, e poi trovano il raddoppio con una meravigliosa palla arrotata all’angolino di Dybala.

Poi, improvvisa, la possibile sliding door della partita: Celik rincorre e falcia da tergo Leao, e’ rosso inevitabile.

A quel punto ti aspetti un Milan arrembante, ma De Rossi non fa una piega: sacrifica Dybala per piazzare Lorente sulle tracce di Leao, e la mossa è vincente, perché lo spagnolo praticamente annulla il portoghese.

Il Milan crea solo una buona palla gol con Loftus-Cheek, ma poi la Roma riprende a palleggiare e a difendersi ordinata e cortissima, non concede praticamente nulla, e nel secondo tempo le due più grandi occasioni sono di Spinazzola e soprattutto Abraham, che fallisce da pochi passi, dopo una fantastica ragnatela di passaggi rasoterra.

Solo nel finale la rete-contentino di Gabbia, che non placa certo la rabbia del popolo milanista.Un successo, questo, che segna una sorta di nemesi della Roma nei confronti del Milan e nei confronti del suo stesso passato, dei tre anni con Mourinho.

Ad agosto, contro la squadra di Pioli, la Roma del mago di Setubal fu umiliata in casa, perdendo nonostante l’uomo in più.

A gennaio lo Special one visse la sua ultima panchina giallorossa proprio nella debacle a San Siro contro i rossoneri.

In tutti questi mesi il tecnico portoghese aveva spesso rimarcato il grande traguardo delle due finali europee, e sembrava che senza di lui la compagine capitolina non potesse avere chances di ripetersi: eppure è di nuovo in semifinale, e ci arriva alla grande, sottomettendo nel gioco, nella mentalità e nel risultato, avversari di calibro elevato come Feyenoord, Brighton e ora Milan.

Ma soprattutto ci arriva da squadra matura e consapevole, senza aver lasciato nulla per strada in campionato, ed esser risalita dal nono al quinto posto: posizione che tra l’altro probabilmente varrà la Champions, grazie anche (soprattutto!) alle imprese europee della Roma.

Inevitabile, dopo una vittoria così schiacciante contro la seconda in classifica, porsi delle domande su ciò che avrebbero potuto essere questi tre anni, se affrontati con una mentalità e un gioco diversi.Ma adesso non c’è tempo per i rimpianti.

Arriva il Bayer Leverkusen, e non è certo la squadra sterile che l’anno scorso si infranse contro il pullman di Mou piazzato sulla linea di porta.

Ma forse i tedeschi non sanno che neanche la Roma è più quella di un anno fa: abbiamo visto le foto dei festeggiamenti di Xabi Alonso e soci alla notizia del successo dei giallorossi.

E allora ci piace pensare che ciascuno dei ragazzi di De Rossi da qui al 2 maggio abbia una di quelle foto appesa nell’armadietto a Trigoria.

Diego De Mattia

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