Meloni da Malta:”Lo spread sale? Governo tecnico? Mi fate ridere” [VIDEO]

Da La Valletta, in quel di Malta, la Premier Meloni risponde a distanza sia al fuoco “nemico” dell’opposizione che a quello “amico” all’interno del centro destra: “La sinistra continui a fare la lista dei ministri del governo tecnico che noi intanto governiamo”. Lo ha detto, parlando con i giornalisti a Malta a margine del Vertice Med9.

Scende in piazza chiamata dai giornalisti Giorgia, e, prendendo a pretesto una domanda sull’impennata dello spread, si difende ironicamente dallo spettro di un ennesimo governo tecnico: «Non vedo questo problema, ma e’ la speranza da parte dei soliti noti. E mi fa sorridere».

Ce l’ha con i presunti congiurati che lavorano al “complotto dello Spread alla Berkusconi-Tremonti”, quello che porto’ alla caduta del governo italiano nel settembre del 2011 e alla venuta di Monti e della Fornero

Nega lo scenario del ribaltone, ma chiaramente teme che l’establishment stia costruendo le condizioni per una crisi finanziaria capace di determinare la defenestrazione della presidente del Consiglio.

Una cospirazione ordita dalla grande finanza, da ambienti confindustriali e dalla Ue lungo l’asse Berlino- Bruxelles.

Certo è che la preoccupazione del mondo bancario per le scelte di finanza pubblica e’ palese, dopo la tassa sugli extraprofitti (che comunque verra’ attenuata).

Non riguarda la gestione ministeriale di Giancarlo Giorgetti, ma piuttosto l’influenza del sottosegretario Giovanbattista Fazzolari su molte scelte di politica economica.

E poi l’atteggiamento ostile di Paolo Gentiloni nella Commissione UE, che molti a destra indicano come il “gran manovratore” anti Meloni.

A questi attacchi la leader di Fratelli D’Italia ha ieri risposto, partendo dal fatidico spread in risalita, il differenziale con il Bund tedesco: “Lo spread che lanciate come se fosse la fine del governo sta scendendo: è adesso a 192 punti, a ottobre scorso era a 250. So leggere la politica e so leggere la realtà. Questa preoccupazione la vedo soprattutto nei desideri di chi immagina che un governo democraticamente eletto debba andare a casa. Temo che questa speranza non si trasformerà in realtà”.

Eppure, a Palazzo Chigi non si parla che della tenuta dei conti pubblici, martoriati dalla spesa per interessi sul debito pubblico.

I prossimi mesi saranno quindi cruciali, anche in vista della risposta elettorale alle prossime europee che sara’ uno snodo fondamentale per il futuro del governo Meloni

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