Il punto sulla serie A: Inter, la capolista se ne va! Bene il Milan, cade la Juve! Bologna-Roma, una poltrona per due

Ancora una giornata di furiose polemiche arbitrali su molti campi di serie A. In testa posizioni delineate, c’è lotta solo per il quarto posto, mentre in coda la situazione è sempre più calda e coinvolge 8 squadre; in attesa di conoscere le 3 che andranno in B, noi abbiamo già il nome della peggiore della serie A: la squadra degli arbitri.

L’Inter batte anche il Genoa, vola a +15 sulla Juve e trasforma le ultime 11 giornate in una passerella trionfale verso lo scudetto e la seconda stella.

Non è stata una serata brillantissima per i nerazzurri, messi a lungo in difficoltà dai genoani, che già all’andata li avevano fermati sul pari.

Magnifica l’azione del vantaggio, in cui c’è tutta l’Inter di questa stagione: verticalizzazione improvvisa, tre passaggi e Asslani va in porta.

Molte polemiche invece sul rigore che porta al raddoppio: il contatto su Barella è pressoché nullo, il VAR correttamente richiama Ayroldi, che però inspiegabilmente resta sulla sua decisione.

Nella ripresa Vasquez riapre la gara, e il finale vede l’Inter in apnea, ma comunque capace di arrivare in porto. Il Milan batte la Lazio all’Olimpico con un gol nel finale di Okafor, e raccoglie 3 punti in una gara condita da infinite polemiche per l’arbitraggio di Di Bello.

I biancocelesti protestano per un contatto Maignan-Castellanos, apparso comunque non sanzionabile, e soprattutto per le 3 espulsioni.

Poche colpe, a nostro avviso, sulla prima, quella di Pellegrini, l’unica davvero determinante: Di Bello non vede il contatto in cui è colpito Castellanos, ma il laterale laziale e’ in totale controllo e potrebbe mettere palla fuori, invece si attarda; Pulisic (forse a sua volta ignaro) lo scippa, si invola, viene placcato e il secondo giallo a quel punto è inevitabile.

La Lazio, che aveva giocato meglio nel primo tempo, a quel punto si chiude e riparte, sfiorando anche il gol con Immobile.

I rossoneri segnano con Leao ma è fuorigioco, e quando sembra ormai scritto lo 0-0 ci pensa Okafor a trovare il pertugio giusto.

Nel finale le altre due espulsioni di Marusic e Guendouzi, forse entrambe evitabili, ma comunque arrivate a poco dallo scadere.

Sorvoliamo sulla sparata di Lotito nel dopo gara, anche se ci fa sempre un certo effetto sentirlo pontificare sul rispetto delle regole.

Il Napoli targato Calzona batte la Juve e torna a sperare. Una partita molto equilibrata, in cui il Napoli ha avuto il controllo del gioco, ma la Juve ha avuto a disposizione numerose palle gol, sprecate da Vlahovic (come al solito inefficace in questo tipo di match).

I bianconeri peraltro hanno beneficiato di almeno un paio di grossolani omissis di arbitro e Var (Mariani e il solito Irrati), che in apertura hanno sorvolato su un placcaggio di Cambiaso a Kvara meritevole di penalty, e successivamente hanno più volte risparmiato allo stesso laterale juventino il secondo meritatissimo cartellino giallo.

Il georgiano – apparso in gran forma – non si è perso d’animo e al tramonto del primo tempo ha siglato con una splendida volée il gol del vantaggio.

Nella ripresa la partita è piena di scontri e offre poche occasioni, ma a 10’ dalla fine Chiesa – molto ispirato – trova un destro chirurgico all’angolino e batte Meret.

Il pareggio sembra ormai scritto quando Osimhen – sottotono la sua prestazione – raccoglie palla in area e riceve un pestone da Nonge, appena entrato: Mariani non vede neanche stavolta, ma Irrati non può glissare di nuovo e lo richiama al monitor.

Rigore, il primo del campionato contro la Juve: batte Osimhen, Szczeny respinge, Raspadori piomba come un falco sulla preda e scrive 2-1.

Per i bianconeri terza sconfitta nelle ultime sei uscite, la lotta scudetto è ormai un vago ricordo e il Milan è solo a un punto.

Il Bologna espugna Bergamo, mettendo a segno la sesta vittoria consecutiva su un campo dove nessuno aveva raccolto punti nelle ultime 7 gare.

E’ un momento straordinario per i felsinei, che a questo punto non possono più nascondersi: sono loro i favoriti per la quarta piazza Champions.

Una rimonta che ricalca quella contro la Lazio, e che porta a 15 i punti recuperati da svantaggio per la banda Motta.

L’Atalanta è partita meglio, controllando il gioco e sbloccando il risultato con Lookman. Ma nella ripresa cambia tutto: prima Calafiori sfiora il pari, poi Zirkzee (su rigore) e Ferguson piazzano l’uno-due da ko.

Nella mezz’ora finale il Bologna non soffre mai, sfiorando anzi la terza rete e meritando un successo che certifica la crescita di mentalità di una squadra che ormai gioca per i 3 punti contro qualsiasi avversario.

La Roma espugna Monza con un roboante 4-1, scavalca l’Atalanta al quinto posto (che potrebbe valere la Champions) e si pone all’inseguimento del Bologna.

Partita dominata sin dall’inizio dai giallorossi, che pressano alto costringendo i brianzoli nella propria trequarti e lasciando loro solo il contropiede.

Cristante va in gol dopo 18’ ma il Var annulla per fuorigioco, e allora ci pensa Pellegrini-sicuramente uno dei maggiori beneficiari del cambio in panchina- a sbloccare il risultato con un colpo da biliardo a fil di palo.

Passano 4 minuti e Dybala offre a Lukaku, finalmente connesso con i tempi giusti, la palla del due a zero.

Nella ripresa l’argentino si mette in proprio e su punizione chiude il match, poi Paredes cala il poker su rigore e Carboni rende meno amara la sconfitta.

Per la Roma di De Rossi sesta vittoria su sette partite, e terzo successo esterno su tre: con Mourinho i giallorossi avevano raccolto appena 8 punti in 10 gare lontano dall’Olimpico, e tutti ricordano le frequenti insinuazioni del portoghese sui propri uomini, accusati di scarsa personalità.

Il processo di maturazione della nuova Roma è appena agli inizi, ma De Rossi sta raccogliendo consensi che vanno ben oltre i brillanti risultati ottenuti, la squadra produce gioco, segna sempre almeno 2 gol a partita e finalmente consente agli uomini di maggior spessore di esprimersi nelle condizioni ideali.

Il Verona batte il Sassuolo e incassa 3 punti pesantissimi, con cui si stacca dalla zona b.

Gli scaligeri stanno realizzando una sorta di piccolo miracolo sportivo, dopo aver ceduto a gennaio buona parte dei titolari con cui avevano iniziato la stagione.

La cura Ballardini non produce effetti, per ora: M. Henrique con un errore grave trasforma un pari soporifero in una sconfitta letale, resa ancor più traumatica dal grave infortunio di Berardi.

Il Cagliari espugna Empoli e ottiene tre punti fondamentali per la salvezza.

Un palo, un gol annullato per fuorigioco e un rigore piuttosto netto non concesso ai toscani, che obiettivamente non meritavano la sconfitta.

Nel quarto d’ora finale praticamente non si è giocato, per le infinite sceneggiate dei sardi: anche su questo tema c’è molto da fare per la nostra classe arbitrale. Pari inutile tra Salernitana e Udinese: fischi per entrambe.

A cura di Diego De Mattia

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