Il punto sulla serie A: Vincono Juve e Inter, Napoli tracollo con esonero. Derby di Roma, pari e paura!

Immutata la situazione in testa, la giornata riserva un clamoroso scossone a Napoli. A Roma invece derby noioso, senza gol e con poche emozioni.

Un derby in stile anni 90, quando la paura di perdere e le modeste ambizioni indirizzavano le partite su inutili pareggi, perdipiù in una giornata in cui i 3 punti avrebbero consentito a entrambe una svolta alla classifica, oltre che al morale.

E invece tanti scontri, tanta gazzarra, ma nessun gol tra Roma e Lazio.
Il match era stato preceduto da una settimana di schermaglie da osteria tra i due tecnici, anche questo chiaro indice di mediocrità e di ritorno ai tempi in cui la stracittadina valeva un’intera stagione, in assenza di prospettive più ambiziose.
In avvio meglio la Roma, che grazie al pressing alto si presenta pericolosamente in area: Karsdorp va al tiro 3 volte, Cristante segna, ma in netto offside.

Poi la Lazio inizia a palleggiare meglio, e Luis Alberto crea tre nitide occasioni: prima coglie il palo con un gran destro dal limite, poi serve Romagnoli, che chiama Rui Patricio a un grande intervento, e infine, completamente smarcato in area, manda alle stelle.

Nel secondo tempo la Roma sembra avere migliori argomenti, soprattutto per il calo atletico dei biancocelesti, ma di fatto non chiama mai al lavoro Provedel.

Il dopo gara è animato dalle consuete, immancabili lamentele di Mourinho per un arbitraggio che, al netto di piccole imprecisioni, ci è sembrato buono.
In una partita davvero povera di contenuti tecnici il peggiore in campo è il regista tv, che omette l’unico spettacolo della serata all’Olimpico: la coreografia delle due curve.

L’Inter batte il Frosinone con un gol per tempo e si riprende il primato in classifica.

In un match bello e combattuto, giocato sempre a viso aperto dai ciociari, ha rotto gli equilibri Di Marco, con un gol da antologia che ricorda quelli di Maradona, Recoba e Florenzi.

Il raddoppio di Chalanoglu, e tre punti che permettono ai nerazzurri di presentarsi alla sfida con la Juve da favoriti per il titolo.

I bianconeri vincono ancora, sempre di corto muso, soffrendo e con molta fortuna.

Decidono tutto i difensori. Dopo un primo tempo in cui il Cagliari non rischia nulla e minaccia Szczeny in un paio di occasioni, la Juve passa al primo tiro in porta con Bremer di testa, poi raddoppia poco dopo con Rugani, che recupera la palla respinta dalla traversa.

Sembra finita, e invece Dossena prima dimezza lo svantaggio, poi sfiora la clamorosa doppietta del pari con un altro colpo di testa deviato dal portiere bianconero sul palo.

L’impressione persistente è che la squadra di Allegri non possa tenere a lungo il passo dell’Inter con queste carte in mano, ma siamo arrivati quasi a un terzo del percorso e la classifica ci smentisce.

Dopo il successo in Champions contro il PSG, il Milan si inceppa di nuovo in campionato, fermato sul pari a Lecce. Avvio travolgente dei rossoneri, che vanno avanti di due gol, ne sfiorano altri, e sembrano dominare la gara.

Ma a metà ripresa tutto improvvisamente cambia: Sansone accorcia, e poco dopo Banda pareggia, con la complicità di tutta retroguardia milanista.

Gli uomini di Pioli spariscono dal campo, e solo per caso il Lecce non completa la rimonta: Sansone sbatte sul palo, e nel recupero Piccoli trova un fantastico jolly da 30 metri, che però il VAR invalida per uno “step on foot” su Thiaw.

Giroud chiude con un rosso, ma Pioli deve meditare ancora una volta sul turnover: il Milan con Loftus-Cheek e Pulisic è molto diverso da quello con Pobega e Okafor, e questa perseveranza risulta ormai diabolica.

Chi paga in modo definitivo le sue scelte è Rudi Garcia, esonerato dopo il clamoroso ko con l’Empoli. Ancora una volta i partenopei sono irriconoscibili, all’assenza di Osimhen il tecnico transalpino aggiunge l’esclusione in partenza di Kvara e Zielinsky, cioè gli altri due leader tecnici e carismatici della squadra.

Un suicidio annunciato, come del resto tutto l’atteggiamento del mister in questi mesi. Non vogliamo addossare a lui tutte le responsabilità, ma in un contesto del genere, in cui sarebbe bastato continuare a fare ciò che si faceva fino a sei mesi fa, stravolgere gli equilibri della squadra non è stata certo un’idea di buon senso.

La Fiorentina batte il Bologna e ritrova ossigeno in campionato. Apre le marcature Bonaventura con un gran gol, e chissà se Italiano non avrà rimpianto ulteriormente la scelta di tenerlo un’ora in panchina contro la Juve.

Poi un “rigorino”per parte, di quelli che non ci piace vedere, ma che il regolamento codifica. In mezzo, un bellissimo gol di Orsolini annullato dal Var per fuorigioco millimetrico.

L’Atalanta strappa un punto all’Udinese che avrebbe largamente meritato l’intera posta. Anche Gasperini è vittima del turnover.

Pari tra Sassuolo e Salernitana: sempre più inguaiata la situazione dei campani, nemmeno il doppio vantaggio in avvio è bastato a cogliere il primo successo stagionale.

Si dividono la posta anche Monza e Torino, ma i granata recriminano per un gol annullato e un rigore nel finale.

Il Genoa supera il Verona e spinge gli scaligeri in zona retrocessione

A cura di Diego De Mattia

Seguici sui social da qui

Puoi condividere qui l'articolo