Il punto sulla serie A: Pazza Inter campione d’inverno tra le polemiche! Vincono Juve, Milan e Lazio. Crolla il Napoli!

Si chiude il girone d’andata con una giornata caratterizzata da numerose polemiche e decisioni arbitrali discutibili, con una costante: quando vanno sotto pressione, i nostri arbitri mostrano tutte le loro inadeguatezze.

Si dice che gli arabi vogliano soffiarci i nostri (presunti) migliori fischietti: ben venga, ce ne faremo una ragione, magari sarà l’occasione di rinnovare la categoria!

L’Inter chiude il girone d’andata in testa vincendo una partita pazza, in cui sicuramente si è espressa al di sotto dei suoi livelli.

Dopo il vantaggio in apertura di Lautaro, il match scorre via senza grandi sussulti, i nerazzurri si accontentano di controllare e il Verona ogni tanto prova a pungere.

Si arriva così al quarto d’ora finale, quando Henry, appena entrato, corregge in rete per l’1-1. L’azione inizia con un fallo su Arnautovic, ma arbitro e Var tacciono, dando così avvio a una serie di errori.

L’Inter a quel punto si riversa in avanti: Arnautovic avrebbe 2 grosse chances ma le sbaglia, e quando sembra ormai inevitabile il pari, ecco che Frattesi trova il tap-in vincente dopo una traversa di Bastoni e un tiro respinto di Barella.

Ma anche qui, a inizio azione, una vistosa sbracciata dello stesso Bastoni sarebbe da sanzionare.

Finita? Macché! Mischia in area interista, Darmian colpisce il piede di Magnani, che ha il tempo di fare due passi e poi… cadere! Stavolta il Var decide di intervenire e assegna il rigore: tira Henry, che svirgola malamente sul palo, per la gioia del popolo nerazzurro (inqualificabile l’esultanza di Di Marco che provoca l’avversario, un gesto meritevole almeno di giallo).

Consuete polemiche nel dopo partita, animato soprattutto dalle discutibili interpretazioni dei commentatori, che negli ultimi tempi tendono a enfatizzare i presunti fischi a favore dell’Inter, mentre minimizzano quelli a suo danno.

A nostro avviso una squadra arbitrale inadeguata (Fabbri e soprattutto Nasca, protagonista negativo in troppe partite) e 3 errori consecutivi, probabilmente ciascuno figlio del precedente.

Sogliano, il ds del Verona, ha tuonato contro l’arbitraggio parlando di mancanza di rispetto: toni e parole che non abbiamo sentito quando Gatti rifilò un pugno a Djuric senza essere sanzionato.

Sotto il diluvio di Salerno la Juve vince ancora una volta nel finale, e di nuovo con annesse polemiche arbitrali: la gestione dei cartellini da parte di Guida è decisamente discutibile per il diverso metro adottato sui due fronti.

La Juve parte forte, crea due grosse occasioni, ma pian piano si spegne e i campani entrano in partita.

Al tramonto del primo tempo Maggiore trova il vantaggio con un gran sinistro dal limite. Poco dopo un’entrata di Gatti sul polpaccio di Legowsky e’ punita solo con il giallo, e il Var non obietta.

Il commento di Marelli in diretta a DAZN: “ci può stare solo il giallo perché il campo è scivoloso”. La ripresa si apre con un’altra sliding door: Allegri capisce l’antifona e sostituisce il suo irruento difensore.

Inzaghi invece lascia in campo Maggiore, già ammonito, che sgambetta Rabiot e finisce sotto la doccia: l’azione inizia con un vistoso fallo subito da Simy.

Passano pochi minuti, Vlahovic svirgola in area ma serve Iling-Junior, che fa 1-1. A quel punto ci si aspetta che la Juve dilaghi, e invece la Salernitana tiene testa egregiamente, e anzi sfiora due volte il nuovo vantaggio.

Fino al 90’ quando Danilo recupera un pallone e serve un assist al bacio per Vlahovic, che di testa insacca. Nel dopo partita grandi recriminazioni del DG campano, presentatosi ai microfoni di DAZN, con la regia televisiva che però omette le immagini degli episodi incriminati.

E’ di tutta evidenza che questo circo mediatico stia perdendo ogni residua credibilità.Il Milan vince agevolmente a Empoli e consolida il terzo posto.

I rossoneri hanno dominato la gara sin dal veemente avvio, sbloccando il risultato dopo 10 minuti grazie a una percussione di Leao conclusa alla grande da Loftus-Cheek. Alla mezz’ora il raddoppio di Giroud su rigore, grazie a un’ingenuità di Maleh, poi in chiusura il diciannovenne Traore trova la sua prima perla in serie A, dopo quella in Coppa Italia di 3 giorni prima.

La Roma è fermata in casa sul pari dall’Atalanta e scivola all’ottavo posto. Koopminers va in rete per gli orobici al primo affondo, i giallorossi reagiscono e, ispirati da un superbo Dybala, sfiorano diverse volte il pari, soprattutto con Lukaku, troppo impreciso; ma l’occasione più ghiotta capita a De Katelaere, che solo davanti a Rui Patricio fallisce il 2-0.

A fine primo tempo l’episodio chiave: i nerazzurri pasticciano, Karsdorp tira da pochi passi e sbaglia, ma Ruggeri lo colpisce inopinatamente ed è rigore, che Dybala trasforma.

Ripresa con meno emozioni, nei primi 20 minuti meglio l’Atalanta, poi e’ la Roma a cercare con più insistenza i 3 punti e chiude schiacciando gli avversari, che però resistono e ringraziano ancora Lukaku che manda in curva l’ennesima occasione.

Finale consueto con le immancabili sceneggiate di Mourinho che finisce espulso (di nuovo prima di andare a San Siro) e non si presenta in sala stampa, in una partita in cui Aureliano ha ammonito 6 bergamaschi e un solo romanista.

Gasperini, per parte sua, ha recriminato per un gol annullato a Scamacca, per una (lieve) spinta su Zalewski.

Nelle 9 gare contro le squadre della parte sinistra della classifica, i giallorossi hanno ottenuto appena una vittoria (contro il Napoli ridotto in 9), raccogliendo la miseria di 7 punti: un dato che dice molto di questa squadra. In totale 29 punti, ben 8 in meno dello scorso anno, per trovare una classifica peggiore bisogna risalire al 2004/05.

Il Bologna è costretto sul pari dal Genoa e interrompe la serie di sei vittorie consecutive in casa.

Diverse scelte di Motta non ci hanno convinto, e i felsinei hanno trovato il gol del pareggio solo allo scadere, con De Silvestri, dopo che il solito Gudmundsson aveva aperto le marcature nel primo tempo.

Il Sassuolo batte la Fiorentina grazie a un gol in avvio di Pinamonti. Successo meritato in una partita con tanti episodi controversi: due gol annullati al Var per fuorigioco, il rigore del possibile pari fallito da Bonaventura, e diverse occasioni clamorose mancate dai viola, che comunque chiudono l’andata al quarto posto.

La Lazio vince a Udine e centra il terzo successo consecutiva, che la porta ad appaiare l’Atalanta al sesto posto. Partita solida dei biancocelesti, che non hanno brillato come in altre occasioni, ma hanno concesso poco agli avversari.

Ha aperto le marcature Pellegrini su punizione, poi il pareggio di Walace e il definitivo 2-1 di Vecino. Il Napoli privo di Osimhen e Anguissa crolla a Torino, colpito tre volte dai granata.

Primo tempo discreto dei partenopei che hanno un paio di ottime occasioni, ma alla prima difficoltà si sgretolano.

Il gol di Sanabria allo scadere del primo tempo è l’incipit del disastroso pomeriggio, seguito in apertura di ripresa dalla follia di Mazzocchi, appena subentrato e all’esordio con i campioni d’Italia, che gli costa il rosso.

Li’ in pratica finisce la partita degli azzurri, che crollano sotto i colpi di Vlasic e Buongiorno.

Il Napoli è ormai una squadra allo sbando, che in pochi mesi ha cancellato l’eredità tecnica della meravigliosa stagione passata.

Pari tra Lecce e Cagliari in una bella partita in cui entrambe hanno cercato i 3 punti. Il Monza sbanca Frosinone in una partita bella e combattuta, caratterizzata dal guasto tecnico del Var: la ciliegina sulla torta in questa disastrosa domenica degli arbitri

A cura di Diego De Mattia

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