Il punto sulla serie A: L’Inter stende la Juve ed e’ fuga! Bene Milan, Napoli e Atalanta. Roma, finalmente calcio!

L’Inter batte la Juve e adesso prova la fuga. Ha vinto la squadra più forte, dimostrando di esserlo ben al di là del “corto muso” con cui ha superato la compagine bianconera.

Ha dominato per quasi tutto il match, nel gioco e nelle occasioni, e solo l’imprecisione sotto porta ha consentito alla Juve di sperare nel miracolo fino alla fine.

Dopo 40” la prima palla gol per Mkhitaryan, poi al 18’ e’ Dimarco da posizione comoda a fallire; lo stesso laterale interista al 25’ serve un cioccolatino a Thuram, che però si fa scippare sul più bello.

La Juve per mezz’ora non riesce a superare la metà campo, ma alla prima sortita Vlahovic avrebbe la palla buona – l’unica in pratica del match dei bianconeri – ma fallisce malamente il facile controllo.

Poi al 37’ la svolta: Barella serve Pavard che cicca, Thuram non arriva in tempo, ma Gatti per anticiparlo buca la propria porta.

Nella ripresa la Juve prova a uscire, ma, al netto di un paio di mischie, le occasioni sono tutte dell’Inter: palo di Chalanoglu, volee di Barella fermata da Szczeny, Dimarco e Thuram che sbagliano a ripetizione, e alla fine Arnautovic fallisce la più facile delle chances.

Poco male, perché l’Inter arriva in porto comunque, e adesso è a +4 con un match in più da giocare: troppo presto per festeggiare, anche perché il calendario è ancora benevolo con la Juve, ma sicuramente una robusta spallata al campionato.

Il Milan risolve ancora una volta nel finale una partita pazza, copia esatta di quella di Udine, nel risultato e persino nella sequenza dei gol.

Anche le scelte di Pioli, non sempre lucidissime, fotografano le prestazioni altalenanti dei rossoneri. Si parte subito forte, con Giroud che trova la rete imbeccato da Leao.

Proprio il portoghese però, in uno dei suoi rarissimi ripiegamenti difensivi, causa il rigore del pari. Il secondo tempo inizia a ritmi più blandi, ma proprio quando il Milan sembra poter cambiare marcia, Pioli inserisce Okafor a fianco di Leao, togliendo a quest’ultimo campo e spazio di cui notoriamente ha bisogno.

Lo svizzero sbaglia malamente i primi 4 palloni giocati, e sull’ultimo causa la punizione da cui nasce il 2-1 di Mazzitelli, su cui le responsabilità di Maignan sono evidenti.

Il Milan però non demorde, e trova il pari con Gabbia, che chiude in rete un assist di Giroud.

A quel punto Pioli fa la mossa giusta, sposta Okafor a destra, e inserisce Jovic, che lo premia andando in gol al primo pallone toccato, dopo una percussione di Leao. Tre punti pesanti, con i quali il Milan accorcia a -4 dalla Juve.

Il Napoli ancora privo di Osimhen soffre ma alla fine riesce ad aver ragione di un Verona mai domo.

Dopo una buona partenza i campioni si assopiscono progressivamente, e nella ripresa, dopo un paio di avvertimenti, il Verona va a segno.

A quel punto Mazzarri muove le pedine giuste, inserisce Lindstrom e Ngonge, ed è proprio quest’ultimo a dare un dispiacere a quella che era la sua squadra fino a pochi giorni prima.

Poi al tramonto del match, la perla del campione: Kvara fa esplodere il Maradona e il Napoli torna a sperare.

L’Atalanta asfalta la Lazio e si conferma principale candidata al quarto posto. Trascinata da un superbo de Katelaere, la Dea segna tre gol e impone il proprio gioco per buona parte del match, confermandosi tra le più forti del campionato soprattutto in casa.

Nella serata del ritorno all’Olimpico di Sir Claudio Ranieri da Testaccio, il suo ex-allievo – Daniele De Rossi – gli infligge una pesante lezione e chiude il suo trittico d’esordio con un hat-trick.

Partita a senso unico, dominata dalla Roma, che ha espresso un palleggio di qualità e sviluppato azioni spettacolari (come quella del 2-0).

Si dirà: 3 dei 4 gol sono venuti in seguito ad azioni da calcio d’angolo, il punto di forza della squadra in questi anni. Vero, ma la Roma ha sfiorato il gol in molte altre azioni, imponendo i propri ritmi, mantenendo sempre il centro del ring e lasciando le briciole al Cagliari.

Sono passate tre settimane dall’esonero di Mourinho, ma sembra cambiato tutto in casa giallorossa. Non si vedono più risse, provocazioni, sceneggiate e proteste. L’arbitro passa quasi inosservato, e ieri ha estratto solo due cartellini, uno per parte.

I giocatori finalmente sono liberi di esprimersi soprattutto in fase offensiva: Karsdorp si sovrappone con frequenza, Cristante e’ più spesso nell’area avversaria che nella propria e tutti, in generale, sembrano aver riscoperto il piacere di giocare a calcio.

D’accordo, le tre avversarie superate non sono di livello irresistibile, verranno certamente sfide più probanti (a partire da sabato, contro l’Inter) ma aver avviato questo percorso virtuoso in modo convincente per De Rossi è un merito non trascurabile.

Girandola di emozioni tra Lecce e Fiorentina, con i salentini che vincono una partita memorabile. Primo tempo tutto di marca leccese, un gol, due pali e netto predominio.

Nella ripresa i viola pareggiano e poi superano i i giallorossi grazie a Beltran, che, come a Monza, scippa il portiere avversario e deposita in rete.

Belotti, all’esordio in viola, potrebbe archiviare la pratica ma sbatte sulla traversa. Sembra finita, ma al 90’ accade l’impensabile: in 2’ prima Piccoli poi Dorgu firmano aggancio e sorpasso per una serata che resterà a lungo nei cuori dei leccesi.

Anche il Bologna vince in rimonta il derby della via Emilia. Primo tempo meglio il Sassuolo che va in vantaggio due volte e controlla la partita.

Nella ripresa Motta corregge se stesso, fa entrare Orsolini e Saelemaekers che cambiano volto all’incontro, e il Bologna segna 3 gol in 12 minuti, tornando a far sognare la propria gente.

Tra Torino-Salernitana, Empoli-Genoa e Udinese-Monza tanta noia e nessun gol

A cura di Diego De Mattia

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