Il punto sulla serie A: L’Inter sbanca Napoli e risponde alla Juve! Bene il Milan. Vincono le romane, ma che fatica

Giornata di importanti sentenze nella massima serie italiana: l’Inter controsorpassa la Juve con una grande vittoria a Napoli

I nerazzurri mantengono il primato vincendo a Napoli da squadra davvero matura e consapevole dei propri mezzi.

Al tramonto di un primo tempo piuttosto sofferto (traversa di Politano e miracolo di Sommer su Elmas), Chalanoglu sblocca il match con un missile da 20 metri, condito dalle proteste azzurre per un fallo a inizio azione.

Nel secondo tempo non c’è storia, l’Inter raddoppia con un fantastico inserimento di Barella, domina la gara, e in chiusura trova anche il terzo gol di Thuram.

Una vittoria pesante – al netto dell’errore arbitrale sul primo gol che ha spianato la strada agli uomini di Inzaghi – che ha impatto sulla classifica, ma soprattutto a livello psicologico, perdipiù ottenuta mantenendo il clean sheet nonostante una difesa con 3 titolari infortunati.

La Juve vince ancora all’ultimo respiro una partita rocambolesca contro il Monza. Succede tutto all’inizio e alla fine del match.

Prima un rigore, di quelli incommentabili, ma il gentile omaggio e’ cestinato da Vlahovic, che sbaglia anche sulla respinta di Di Gregorio.

Ma sull’angolo seguente Rabiot va in gol di testa e indirizza la gara sul copione preferito da Allegri. Partita in ghiaccio fino al 90’ quando Valentin Carbone, scuola e cartellino Inter, trova il pari con un arcobaleno che sorprende Szczeny.

Il pari sembra cosa fatta, ma la Juve si riporta avanti, Rabiot serve a Gatti che liscia, ma manda fuori giri tutta la difesa ritrovando il comodo pallone del match. Fortuna e qualcos’altro, ma i bianconeri vincono e si mantengono a due punti dall’Inter.

La Roma, reduce dalla delusione di coppa, vince a Sassuolo e si porta al quarto posto assieme al Napoli. Un rosso e un rigore (entrambi evidenti) hanno capovolto una partita che si era fatta complicatissima per i giallorossi.

Protagonista che non ti aspetti Kristensen, che procura il penalty e poi, con un tiro che finirebbe lontano dai pali, trova l’autogol della vittoria.

Mou aveva acceso la vigilia con tutto il suo abituale repertorio di provocazioni, che, puntuale, arriva a distogliere l’attenzione dall’ennesima pessima prestazione della squadra a Ginevra; le pressioni nei confronti degli arbitri sono un classico per lui, ma stavolta siamo andati decisamente oltre il tollerabile.

L’attacco preventivo nei confronti di Marcenaro, accusato addirittura di inaffidabilità psicoattitudinale, sono inaccettabili e la Procura FIGC farebbe bene a intervenire con severità, perché non ci sembra che la linea permissiva – attuata in questi tre mesi nei confronti del portoghese, mai sanzionato per le sue infinite sceneggiate e proteste – abbia prodotto risultati.

Il mago di Setubal ne ha avute anche per gli avversari (Barardi) e non sono mancate le solite frecciate alla società.

Marcenaro dal canto suo gli ha dato in qualche modo ragione, perché tra le altre cose ha omesso il preventivato (da Mou) giallo a Mancini, che l’avrebbe meritato in due occasioni.

Questa continua ricerca di alibi, di tensione artificiale, di nemici e di colpevoli sembra ormai essere l’unico carburante di questo personaggio, che fa tutto tranne che l’allenatore di calcio.

Al limite del comico l’intervista nel dopo gara, tutta in portoghese, “perché il mio italiano non è abbastanza forbito”, come a voler ritrattare le sparate della vigilia.

Davvero triste invece, e lo rimarchiano, il passaggio sul mancato fairplay dei suoi giocatori su un’azione di gioco, ma conosciamo abbastanza Mourinho per non doverci sorprendere più di tanto se questa parola è da sempre fuori dal suo vocabolario. In qualsiasi lingua.

Torna a vincere la Lazio, ma lo fa in modo oltremodo sofferto con il Cagliari, ridotto in 10 per l’espulsione (giusta) di Makoumbou dopo neanche mezz’ora di gioco.

L’uscita dal campo degli uomini di Sarri sotto un diluvio di fischi ha sottolineato tutta l’insoddisfazione del popolo laziale per queste scialbe prestazioni.

Il Milan reduce dal tracollo in Champions vince agevolmente contro il Frosinone. Finalmente protagonista Jovic, primo gol in maglia rossonera e assist per Tomori. “Un Milan senza amore e ideali”, hanno fatto molto rumore le parole di Maldini, che rimpiange un calcio che ormai non c’è più.

Il Bologna è raggiunto sul pari a Lecce in un finale pieno di polemiche, e fallisce l’aggancio al quarto posto.

I felsinei vanno avanti con una magistrale punizione di Lykogiannis, sfiorano il raddoppio con lo stesso greco e con Ferguson, dominano il secondo tempo, ma al 96’ – a recupero scaduto – subiscono il pari grazie a un rigore segnalato dal Var.

Il rigore ci sta, un po’ meno la segnalazione da Lissone (protagonista Nasca, già coinvolto nella clamorosa omissione di Juve-Bologna) mentre sono inspiegabili i 15 secondi di supplemento al recupero, che non aveva avuto alcuna interruzione.

Parole dure di Motta nel dopopartita, che però deve fare anche mea culpa per la mancanza di cattiveria dei suoi.La Fiorentina regola agevolmente la Salernitana con un rotondo 3-0.

Il primo gol italiano di Beltram (su rigore), un gioiello di Sottil e il solito Bonaventura. Pirotecnico 3-3 tra Udinese e Verona: non basta la prima doppietta di Lucca, Henry scrive l’ultima parola nel recupero. Fantastico il gol del 2-2 di Ngonge.

La doppietta di Zapata alla “sua” Atalanta è una tremenda nemesi per Gasperini, sconfitto con un rotondo 3-0 dal suo “allievo” Juric. Pari che non serve a molto tra Genoa ed Empoli.

A cura di Diego De Mattia

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