Il punto sulla serie A: L’Inter non fa sconti, il Milan sorpassa la Juve! Sarri, addio Lazio. In zona B succede di tutto

L’Inter fa un campionato a parte, il Milan scavalca la Juve al secondo posto, mentre rallentano tutte le concorrenti alla quarta piazza. In zona retrocessione molte sorprese e la lotta è sempre più animata.

I nerazzurri, privi di molti titolari (tra cui Lautaro), vincono anche a Bologna e allungano ulteriormente sulla seconda a +16.

Decima vittoria consecutiva in campionato, tredicesima di questo 2024 monstre, ora i nerazzurri potranno concentrarsi sulla Champions.

Di Bisseck il gol vittoria, dopo che Barella aveva fallito una chance enorme. Nel secondo tempo gli uomini di Inzaghi hanno tirato il fiato, senza peraltro rischiare molto: solo in un’occasione Sommer ha dovuto metterci del suo, su un tiro di Zirkzee.

I felsinei hanno disputato una buona partita, ma le scelte di Motta – in partenza e in corsa – hanno destato parecchie perplessità: lasciare fuori due protagonisti di questa splendida cavalcata come Orsolini e Ndoye, per inserire Odgaard – fuori ruolo e alla prima da titolare – e’ qualcosa di difficilmente comprensibile.

Il Milan batte l’Empoli di misura in una partita avara di emozioni e supera la Juve installandosi al secondo posto.

Di Pulisic il gol vittoria, servito da Okafor (che sostituiva lo squalificato Leao). Secondo 1-0 di fila per i rossoneri, che nel finale hanno rischiato di essere raggiunti da Destro.

Altro stop interno per il Napoli che non riesce a dar seguito alla vittoria contro la Juve.

L’undici di partenza contro il Torino ricalcava quasi interamente la squadra che ha vinto lo scudetto poco più di un anno fa, ma di quel dream team restano solo i nomi: Osimhen irriconoscibile, gioco solo a sprazzi e difesa bucata costantemente.

Il solo Kvara è sembrato sui livelli di un tempo che fu, segnando e mettendo ripetutamente in crisi la difesa granata.

Nel secondo tempo si sono giocati effettivamente appena 24’ sui 52 totali: il Torino può ringraziare Orsato per un finale di non calcio.

La Juve si ferma ancora, perde il secondo posto e allunga il periodo di crisi nera che l’ha portata a vincere una solo partita (al 95’, contro il Frosinone) nelle ultime 7. Un pari contro l’Atalanta per una squadra che ormai annaspa nella mediocrità, e che incassa per la quarta consecutiva 2 gol.

Dopo un discreto avvio, i bianconeri sono lentamente evaporati, e hanno subito la rete di Koopminers (splendido schema su punizione) sul finire della prima frazione.

Nella ripresa Scamacca sfiora il raddoppio poco prima di essere (inspiegabilmente) sostituito; poi, improvvisamente, la Juve trova due fiammate in 4’, con Cambiaso e Milik, entrambi assistiti da McKennie.

Neanche il tempo di far festa che Koopminers cala il bis per il 2-2. Nel finale sterile forcing della Juve, mentre Gasperini si accontenta di nuovo di un punticino in una giornata in cui avrebbe potuto svoltare.

“Questa Atalanta ha coraggio” ha tuonato il mister della Dea: noi non lo abbiamo visto. “Abbiamo guadagnato un punto sul Bologna”, un incommentabile Allegri.

La Roma, reduce dalla quaterna rifilata al Brighton, raccoglie un solo punto a Firenze, comunque prezioso per come è arrivato.

Primo tempo molto meglio i viola, che segnano con Ranieri e sfiorano il raddoppio in diverse occasioni. I giallorossi progrediscono nella ripresa, trovano il pari grazie ad Aouar (assistito da Angelino), e sembrano padroni della situazione, quando Madragora trova un gol nella spazzatura dell’area di rigore e riporta i viola avanti.

Biraghi avrebbe anche l’occasione di chiudere il match, con un rigore generosamente omaggiato a Belotti, ma il laterale fiorentino sbaglia il quinto penalty di fila dei viola, record assoluto.

Poi sull’ultimo pallone della partita, il colpo di scena: preghiera di Pellegrini, assist di N’Dicka e botta di Lorente all’incrocio, il 2-2 e’ servito.

Un pari che fa contento solo De Rossi, peraltro molto sincero nell’ammettere le proprie colpe per il brutto primo tempo.

I giallorossi segnano per l’ottava consecutiva almeno due gol (non accadeva da 4 anni), e hanno il secondo attacco della serie A: un traguardo impensabile nella gestione Mourinho.

La Lazio crolla in casa con l’Udinese e scivola al nono posto, con la furiosa contestazione dei tifosi biancocelesti che vedono svanire le residue chances di aggancio al treno Champions.

Dopo un buon primo tempo, succede tutto in apertura di ripresa: vantaggio dei friulani con Lucca, pareggio con una percussione di Zaccagni corretta nella propria porta da Giannetti, gol vittoria di Zarraga, 3 gol in 4 minuti. In seguito a questa ennesima debacle, Sarri si è dimesso.

Un gesto comunque apprezzabile, a prescindere dalle sue effettive responsabilità. Lascia la squadra al nono posto, proprio come il suo ex dirimpettaio sull’altra sponda del Tevere, Mourinho, che però, lungi dal dimettersi (e dall’ammettere colpa alcuna) fu esonerato con molte recriminazioni.

Il Verona sbanca Lecce e da’ un’altra spallata alla lotta retrocessione. Inqualificabile il comportamento di D’Aversa, che assolve al rituale del terzo tempo con una testata a Henry: apprezziamo la presa di distanza della società, che ha anche esonerato il tecnico.

Anche il Cagliari fa un ulteriore passo avanti battendo la Salernitana: Sir Claudio Ranieri sta realizzando l’ennesimo miracolo.

Il Sassuolo torna alla vittoria dopo una vita contro il Frosinone e trascina Di Francesco nelle sabbie mobili: in questo momento ciociari ed emiliani sarebbero entrambi retrocessi.

A cura di Diego De Mattia

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