Il punto sulla serie A: L’Inter fa il vuoto, male la Juve! Bene Atalanta, Bologna e Roma, il Milan crolla sul più bello

L’Inter asfalta la Salernitana in una partita-esibizione, chiusa con lo stesso risultato dell’andata, 4-0.

Dopo 15’ avevamo già perso il conto delle occasioni da rete dei nerazzurri, e 4’ più tardi, sul 2-0 (Thuram e Lautaro) la partita era già finita.

Garbage time per il resto del match, di Dumfries e Arnautovic le altre due reti, con 26 tiri a 1, 18 angoli a zero e una superiorità talmente netta da indurre Liverani a chiedere di azzerare il tempo di recupero.

Per l’Inter undicesima vittoria nelle ultime 12 partite di campionato, un ruolino di marcia impressionante che le garantisce un vantaggio ormai rassicurante sugli inseguitori.

Nuovo stop per la Juve, che porta via solo un punto da Verona e conferma lo stato di profonda crisi dell’ultimo mese, in cui ha raccolto la miseria di 2 punti in 4 partite, 3 delle quali contro squadre di bassa classifica.

Vantaggio fulmineo degli scaligeri, con Folorunsho che si candida per il gol dell’anno. I bianconeri pareggiano con Vlahovic su rigore: Di Bello, già protagonista molto criticato di Verona-Juve dello scorso campionato (mani larghissimo di Danilo non sanzionato) stavolta ci vede bene e assegna la massima punizione ai bianconeri.

Meno attento invece su una gomitata di Gatti, che colpisce Folorunsho a palla lontana, e replica la stessa follia della gara d’andata, con identico benestare da parte di arbitro e VAR: l’ennesimo di una ormai lunga lista di cartellini rossi meritati ma non estratti per questa sorta di lottatore di MMA prestato al calcio.

Come al solito la regia televisiva di Dazn fa del suo meglio per nascondere le immagini incriminate. Nella ripresa Noslin riporta in vantaggio il Verona, ma la gioia dura appena 3 minuti, perché Rabiot gela gli entusiasmi.

Poi non succede altro, alla Juve restano tanti rimpianti e la quasi definitiva certezza di aver abdicato dalla corsa allo scudetto.

La Roma sbanca Frosinone con un rotondo 0-3 che però non raffigura l’andamento del match.

Il primo tempo infatti è stato quasi interamente dominato dai ciociari, che hanno tirato verso la porta 18 volte e hanno avuto tantissime occasioni da rete. I giallorossi, presentati in una inedita versione molto offensiva, hanno subito il pressing veemente degli avversari, si sono allungati e non hanno mai trovato il fraseggio che vuole De Rossi.

Ma al tramonto del tempo Hujsen ha sparigliato gli equilibri, raccogliendo palla a metà campo, saltando due avversari e calciando forte all’incrocio: tecnica, freddezza e balistica che non ti aspetti nei piedi di un difensore, perdipiù giovanissimo.

All’intervallo De Rossi corregge il tiro, inserendo Pellegrini per Lukaku: il belga si conferma un corpo estraneo a questa squadra, la decisione ci è sembrata sensata ed è un segnale forte – insieme alla sostituzione di Rui Patricio con Svilar – che De Rossi manda allo spogliatoio.

La mossa si rivela vincente, perché nel secondo tempo la Roma non soffre più, controlla il ritmo e trova altri due gol con Azmoun e Paredes su rigore. Per De Rossi seconda vittoria consecutiva fuori casa, non accadeva da due anni: un’altra risposta forte a Mourinho, che rimarcava spesso la scarsa personalità dei suoi uomini in trasferta.

La Roma è ancora un cantiere in piena evoluzione, con alti e bassi nelle prestazioni, ma la strada intrapresa è quella giusta.

Nella serata in cui avrebbe potuto scavalcare la Juve al secondo posto, il Milan incassa una quaterna a Monza.

Pioli lascia fuori insensatamente 8 titolari, ripristinando il turnover che ha contraddistinto negativamente le ultime due stagioni rossonere e ridando fiato ai contestatori che da tempo lo vorrebbero lontano da Milanello.

Sono troppe ormai le prove dell’inefficacia di questa strategia del tecnico rossonero per poter essere difendibile, e del resto esiste anche la controprova: nell’unica stagione in cui non ha fatto turnover (perché non c’era l’impegno in coppa) Pioli ha vinto lo scudetto.

Decisive, certo, le amnesie di alcuni dei suoi: Thiaw che causa un rigore sciocco, Jovic che si fa espellere, soprattutto.

Ma nella ripresa, con l’inserimento dei migliori elementi, il Milan – pur ridotto in 10 – ha saputo cambiare marcia, ha messo alle corde il Monza e ha anche trovato il momentaneo pareggio con Giroud e Pulisic; poi la perla di Bondo ha riportato il match dalla parte dei brianzoli, che hanno chiuso con il gol di Colombo, prestato al Monza proprio dai rossoneri.

L’Atalanta ottiene il quinto successo di fila contro i Sassuolo, ennesimo di questo suo fantastico 2024. Partita viva solo nel primo tempo, quando Pinamonti cestina per ben due volte il rigore che avrebbe garantito ai suoi il pareggio dopo l’iniziale vantaggio di Pasalic.

Nella ripresa Koopminers e Bakker archiviano il match.

Il Bologna vince a Roma contro la Lazio e aggancia il quarto posto.

Partita dai due volti. I biancocelesti dominano in avvio, segnano con Isaksen, e sfiorano il raddoppio, ma sul finire del primo tempo devono subire il pari per uno svarione di Provedel, chiuso in rete da El Azzouzi, schierato inaspettatamente titolare.

Nella ripresa cambia tutto, la Lazio accusa il colpo e forse anche l’acido lattico nelle gambe dopo l’impegno di Champions, il Bologna prende campo, domina, e alla fine la fantastica volee con cui Zirkzee chiude in rete l’assist di Kristiansen è la naturale conclusione del match. Un Napoli ancora ingolfato non va oltre il pari al Maradona contro il Genoa.

Ancora troppo altalenanti le prestazioni dei partenopei, incisivi solo a sprazzi e parecchio incerti in fase difensiva.

Anche Mazzarri è prossimo all’esonero, a quanto pare la bulimia di cambiamento di De Laurentiis non è ancora esaurita.

Solo un pari (1-1) per la Fiorentina nel derby con l’Empoli: per Davide Nicola quinto risultato utile consecutivo, record in serie A per i toscani.

Pari giusto anche tra Udinese e Cagliari (1-1). Il Torino batte il Lecce 2-0 e rilancia le proprie ambizioni europee

A cura di Diego De Mattia

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