Il punto sulla serie A: L’Inter domina la Roma, la Juve è seconda, ma quanti aiuti! Pari tra Napoli e Milan. Atalanta: che Scamacca!

Giornata di rimonte spettacolari, straordinari gol, emozioni last minute. Bellissime partite ma anche sconcertanti prestazioni.

Un gol al 97’ regala alla Juve il primato per una notte, in una partita viziata, ancora una volta, da indicibili errori di arbitro e VAR.

Il più clamoroso senz’altro il gancio destro con cui Gatti manda al tappeto Djuric, omesso dalla squadra arbitrale al completo.

Il difensore della Juve non è nuovo a questi raptus di autentica follia, già visti contro Kvara e Luis Alberto.

Poco dopo un braccio largo di Weah nella sua area e poi un evidente fallo di Rabiot su Folorunsho vengono ancora graziati.

Prima e dopo, due gol annullati a Kean: il primo per fuorigioco millimetrico (ma ci sarebbe anche un vistoso fallo dello stesso Kean), il secondo per una manata in faccia a Faraoni.

In un campionato che ha ormai svenduto da tempo la propria credibilità, queste vergogne non destano più scalpore, ci si chiede piuttosto fino a che punto la peggior dirigenza della storia della Federcalcio vorrà sprofondare l’italico pallone.

Peraltro anche questa settimana le brutte notizie per il club degli Agnelli arrivano fuori dai campi di gioco: la CONSOB ha evidenziato ancora una volta violazioni delle regole contabili, e da quelle parti i patteggiamenti sono assai complicati.

L’Inter vince contro la Roma una partita giocata a una sola porta, anche se trova il gol solo all’80’: 19 tiri contro 3, 63 a 37 di possesso palla, 8 angoli a 0, tante occasioni contro una sola, e anche due traverse per l’Inter raccontano di una match in cui la Roma ha scelto di umiliarsi da sola, con un atteggiamento da squadra meno che provinciale.

È l’ennesimo schiaffo a Mourinho e al suo calcio di un’altra era geologica: il pullman piazzato sulla linea di porta a difesa dello 0-0 è talmente anacronistico che ormai non si vede più in Europa, neanche tra le squadre più modeste.

Le tante assenze non possono essere un alibi, se puoi permetterti di lasciar fuori Aouar, Belotti e Azmoun, e con una panchina in cui sedevano riserve per ogni ruolo.

Tre giorni prima della gara il portoghese, nella quotidiana ricerca di nemici da inventare e alibi da preconfezionare, si era soffermato sui nerazzurri, dicendo che dovrebbero vincere il titolo con 20 punti sulla seconda.

Probabilmente sarebbe molto più utile se pensasse a ciò che può fare la sua Roma, con il terzo budget della serie A: di certo meglio dell’attuale nono posto, dietro al Bologna (che agli uomini di Inzaghi ha rimontato 2 gol). Contro l’Inter il mago di Setubal è alla quinta sconfitta in 6 incontri.

Superfluo poi, commentare le solite accuse all’arbitro e alla Lega, che appaiono disperati tentativi di inventare scuse e pretesti, per una squadra il cui unico schema di gioco è circondare l’arbitro a ogni interruzione, chiedendo cartellini e interventi del Var.

Per l’Inter una prova di grande maturità nell’attendere con serenità e senso di superiorità il momento giusto per assestare il colpo da ko.

I fischi a Lukaku hanno avuto il pregio di ricordarci che il belga era in campo, e per colmo della sorte è stato proprio il suo erede in nerazzurro a segnare il gol decisivo.

Tra Napoli e Milan partita spot per la serie A (ce ne sono sempre meno) e molti rimpianti soprattutto per Pioli.

I rossoneri, nonostante i numerosi infortuni, dominano il primo tempo, segnano due gol e ne sfiorano altri, ma mancano di cattiveria e non chiudono il match.

Nella ripresa il Napoli si rianima, Politano apre la rimonta e una magistrale punizione di Raspadori la completa.

Il Milan nel finale ci prova ancora, ma i discutibili cambi di Pioli (che dopo esser stato costretto a inserire Pellegrino e Romero rinuncia a Giroud e Leao) tarpano le ali ai rossoneri, che all’ultimo pallone del match rischiano anche di perderla. Per i partenopei un punto che almeno fa morale, in attesa del ritorno di Osimhen.

Anche la Lazio vince all’ultimo pallone del match grazie a un rigore trasformato da Immobile.

Partita bella ed equilibrata, con occasioni su entrambi i fronti. Nella ripresa i biancocelesti sono stati più incisivi, chiamando più volte in causa Terracciano, autore di un paio di grandi parate.

Due mani dei viola hanno aperto e chiuso il match: quello di Beltran, costato l’annullamento del suo gol, e quello terribilmente ingenuo di Milenkovic, che regala il rigore e i 3 punti alla Lazio.

Il Cagliari batte il Frosinone in una partita che resterà nella storia del club sardo. Sotto per 3-0 al 70’ (doppietta di Soule’ e gol di Brescianini) gli isolani avviano la remuntada con Oristanio, poi Makoumbou per il 2-3, fin quando sale in cattedra l’immarcescibile Pavoletti.

Al minuto 94 – lo stesso del gol promozione a Bari – il bomber la pareggia, e neanche due minuti dopo fa 4-3, per poi salvare sulla linea di porta l’ultima preghiera dei ciociari.

L’ennesimo miracolo di Ranieri, una delusione enorme per Di Francesco.Scamacca-show al Castellani: due gol, un terzo annullato per fuorigioco, un assist (per Koopminers), un palo, una traversa, e tante altre giocate di qualità.

Se il bomber romano mantiene questa condizione, la Dea può sognare in grande: intanto ritrova il quarto posto.

Il Genoa trascinato da un grande Gudmundsson vince contro la Salernitana, ultima e sempre più in difficoltà.

Un gol fantastico di Zirkzee non basta al Bologna per vincere il derby della via Emilia: Boloca trova il pari, poi molte occasioni ma solo un punto per parte.

Il Monza targato Colpani è fermato sul più bello dall’Udinese, mentre il Torino ritrova gol e vittoria grazie al suo uomo simbolo, Buongiorno

A cura di Diego De Mattia

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