Il punto sulla serie A: Inter-stop, Juve media retrocessione. Bologna e Roma, la corsa champions continua

Immutata la situazione in zona Champions, con le vittorie di misura di Bologna e Roma, mentre nella lotta salvezza perdono tutte tranne il Lecce.

L’Inter ancora sotto shock per l’eliminazione in Champions si ferma sul pari contro un buon Napoli.

Al termine di un primo tempo in equilibrio, gli uomini di Inzaghi vanno avanti con Darmian; nella ripresa sembrano poter controllare agevolmente, sfiorano in diverse occasioni il raddoppio, ma nel finale commettono lo stesso esiziale errore di Madrid, arretrando troppo con l’unico intento di difendere il minimo vantaggio.

Juan Jesus trova un pari meritato su angolo. Il difensore, ex della sfida, sembra sia stato bersaglio nel primo tempo di offese di stampo razzista da parte di Acerbi: sospendiamo il giudizio in attesa di certezze sulla questione.

La Juve non sa più vincere: solo uno 0-0 contro il Genoa allo Stadium, ennesimo passo falso di una squadra in rottura prolungata.

Sczeny ritrova un clean sheet dopo quasi due mesi, ma l’attacco è sterile e Allegri azzarda le tre punte solo all’83’.

Primo tempo inguardabile dei bianconeri, che praticamente non vedono mai l’area avversaria.

Nella ripresa il Genoa si abbassa un po’, ma la Juve si fa pericolosa solo nei 20 finali, quando sbatte due volte sui pali e Vlahovic si divora un gol sottomisura.

Una squadra sull’orlo di una crisi di nervi, con il serbo espulso nel finale per assurde proteste, e Allegri furioso che litiga con un giornalista, e lo invita a fare domande più intelligenti (magari più compiacenti?).

Le battutine in salsa livornese sono un lontano ricordo, la Juve ha ancora un buon margine (8 punti) sulla quinta, ma nelle ultime 8 giornate ha raccolto la miseria di 7 punti, una media da retrocessione, e anche il secondo posto si allontana.

Il Milan vince a Verona una bella partita, ben giocata da entrambe le squadre. Nel primo tempo i rossoneri spaccano due volte la traversa della porta difesa da Montipo’, con Okafor e Pulisic, prima di trovare il gol con un assolo di Theo Hernandez.

Nella ripresa gli uomini di Pioli vanno a nozze negli spazi, raddoppiano con Pulisic e poi chiudono i conti con Chukuweze; nel mezzo una perla di Noslin aveva ridato fiato alle speranze degli scaligeri.

Il Bologna vince a Empoli all’ultimo respiro una partita in cui ha avuto tantissime occasioni. Anche stavolta Motta ha servito un colpo a effetto, lasciando fuori Orsolini per dare spazio a Urbanski, in un attacco già privo dell’infortunato Zirkzee.

La mossa non ha pagato, se è vero che proprio il giovane polacco ha avuto sui piedi due palloni a pochi passi dalla porta, ma ha fallito entrambe le chances.

Ma la squadra in questo momento va a mille, a prescindere da chi viene chiamato in causa. Così ci ha pensato ancora una volta Fabbian, non nuovo a queste imprese last-minute, a trovare il gol da 3 punti dopo che anche lo stesso Orsolini, subentrato nel finale, aveva cestinato una enorme palla-gol (in un’azione peraltro macchiata da un evidente fallo ai danni di Ebuehi, che infatti da quel momento ha abbandonato il campo lasciando i suoi in 10).

Adesso anche il calendario è favorevole ai felsinei, che oltretutto vedono la Juve a soli 5 punti.

La Roma tiene il passo Champions grazie a una vittoria di misura contro il Sassuolo.

Sofferta ma comunque meritata la vittoria dei giallorossi, meno brillanti del solito contro una compagine che non ha concesso spazi neanche quando è andata sotto.

La squadra di De Rossi, priva del faro Dybala, ha impresso l’accelerazione decisiva a cavallo tra i due tempi, mancando il vantaggio con Lukaku (ancora modesto il suo apporto) e trovandolo con Pellegrini, che ha coronato un’eccellente prestazione con una perla dai 25 metri.

Il capitano giallorosso è senz’altro la più bella sorpresa prodotta dalla gestione De Rossi.

Inconsistente la reazione degli emiliani, che hanno sfiorato il pari solo in una circostanza, con uno svarione di Lorente che ha attentato alla propria porta.

Tra Sarri e Tudor la Lazio vince a Frosinone e trova una boccata d’ossigeno. Partita piena di gol ed emozioni, come spesso accade allo Stirpe.

Il Frosinone va subito avanti, ma poi subisce il ritorno dei biancocelesti, trascinati da Zaccagni e soprattutto Castellanos, che segna al primo pallone toccato e replica poco dopo.

Per i ciociari dodicesima sconfitta nelle ultime 16 partite: quasi una sorpresa che Di Francesco resti ancora al suo posto, almeno rispetto a quanto siamo soliti vedere sulle panchine di altre piazze.

Atalanta-Fiorentina non si è giocata a causa di un malore che ha colpito Joe Barone, il direttore viola. E’ giusto che il calcio ceda il passo a cose più importanti, ma ci permettiamo di far notare che la lega che ha deciso lo stop e’ la stessa che non ha voluto rinviare Fiorentina-Juventus nei giorni della recente alluvione in Toscana (con 8 vittime), che non si è fermata dopo la morte di Gigi Riva, ne’ quando Ciro Esposito è stato assassinato poco prima della finale di Coppa Italia 2014.

Il Monza batte il Cagliari grazie a una punizione-capolavoro di Maldini, che, a fiammate, mostra di possedere i geni della stirpe a cui appartiene.

Il Lecce del subentrato Gotti sbanca Salerno e raccoglie 3 punti con cui si stacca dalla zona pericolante; per i campani esce Liverani ed entra Colantuono, quarto allenatore della stagione. Incommentabile.

Il Torino vince a Udine e prosegue la corsa all’Europa. In un momento di profonda crisi, la Juve raggiunge un importante traguardo senza scendere in campo: sarà il club bianconero ad affiancare l’Inter al mondiale per club.

Non vi saranno Milan e Napoli, campioni d’Italia negli ultimi due anni, che hanno fatto molta più strada europea dei bianconeri in queste stagioni; non vi sarà la Roma, ultima italiana ad alzare una coppa europea, e finalista in EL lo scorso anno.

Ci sarà quindi la Juve, che non vince in Italia da 4 anni e non ha disputato l’attuale stagione europea per la squalifica seguita alle note vicende processuali. Come dire: organizza una Superlega, senza chiamarla Superlega.

A cura di Diego De Mattia

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