Il punto sulla serie A: Inter, prove di fuga. Juve stop, crollano le romane. Bologna in paradiso!

L’Inter allunga a +4 sulla Juve, fermata a Genova. Roma e Lazio sconfitte entrambe per 2-0, scivolano fuori dalla zona Champions. Motta fa rivivere il mito del Bologna “che tremare il mondo fa”. Si riprendono Milan e Napoli

L’Inter, dicevamo, vince a Roma con la Lazio e piazza il primo allungo sulle inseguitrici. Ennesima prova di forza di questa squadra che soffre inizialmente, ma poi trova il vantaggio con Lautaro, grazie a un incredibile infortunio difensivo di Marusic.

Il raddoppio nella ripresa con Thuram, che ha messo in ghiaccio i tre punti. Per i nerazzurri passa in secondo piano un evidente rigore non concesso per mani di Gila nella sua area.

Undicesimo clean-sheet per Sommer. Per la Lazio un’altra debacle a certificare questo disastroso girone d’andata.

La Juve inciampa a Genova e perde contatto dalla capolista. La gara si era messa in discesa grazie all’omaggio di Badelj, che aveva innescato Chiesa per l’azione che è valsa il rigore del vantaggio.

Ma stavolta la solita tattica di contenimento di Allegri non ha funzionato, perché a inizio ripresa a Gudmundsson trova il pari dopo uno scambio volante in area.

Da lì in poi rossoblu mai in sofferenza, anzi: con una squadra molto offensiva gli argomenti migliori li propongono proprio gli uomini di Gilardino, che prendono un punto meritatissimo.

Proteste degli juventini per un tocco di mani di Bani: troppo poco anche per il VAR. Molti dubbi anche nell’altra area, sullo 0-0: un contatto di Cambiaso su Vasquez era meritevole di revisione.

E’ incommentabile il tamtam che rileviamo sui media, di un presunto complotto arbitrale per fermare la corsa della Juve: ricordiamo ancora una volta che i bianconeri disputano questo campionato da ospiti non paganti, grazie all’intervento della FIGC che le ha concesso una sorta di wild card, privilegiando il brand al rispetto delle regole.

La Roma cade a Bologna nello spareggio per il quarto posto: l’allievo impartisce una pesante lezione al maestro: il calcio di Motta batte i calcioni di Mourinho.

Dopo una mezz’ora di spettacolo mediocre, con tanti scontri e l’arbitro preso di mira costantemente (pessima direzione, Guida e’ uscito tra i fischi dell’intero stadio), i felsinei vanno in gol con un’azione da manuale del calcio, in cui c’è tutta la qualità e la mentalità di questa squadra.

Da lì in poi, quasi solo Bologna in campo, e a inizio ripresa un’altra azione con tre passaggi rasoterra vale il 2-0.

Poi Mourinho ci prova con Renato Sanches, ma dopo 19’ cambia idea e gli preferisce Bove: qualche settimana fa il tecnico portoghese disse che l’ex PSG gioca nella Roma solo a causa dei suoi infiniti problemi fisici, e allora rinunciarvi così, in un momento di grande difficoltà, e’ qualcosa di incomprensibile, un dietrofront che evidenzia la confusione che regna sulla panchina giallorossa, sempre in cerca di un episodio fortunato e mai in grado di dominare gli eventi.

Nel finale, un volenteroso ma impreciso Belotti fallisce l’occasione per riaprire la partita, poi è ancora il Bologna a sfiorare la terza rete.

L’assenza di Lukaku e Dybala è un’attenuante minima se opposta a una squadra che ha un budget di un quinto rispetto al club di Friedkin: l’immagine di Calafiori – ex scartato da Mou – che chiude con la fascia da capitano è l’emblema della serata.

Il Napoli ritrova i tre punti contro il Cagliari: successo più complicato del previsto per gli uomini di Mazzarri, che però può sorridere nel rivedere Osimhen e Kvara, la coppia scudetto, nel tabellino dei marcatori.

Anche un assist decisivo per il nigeriano, che sta tornando sui livelli di un anno fa. Ancora da registrare la fase difensiva dei partenopei, che hanno concesso troppo agli isolani, confermando un’impressione di costante imbarazzo.

Il Milan riscatta la sconfitta di Bergamo e batte il Monza con un rotondo 3-0. Dopo il successo di Newcastle (che però non ha evitato l’eliminazione dalla Champions e il declassamento in EL) i rossoneri ritrovano lo smalto dei giorni migliori e superano brillantemente i brianzoli, aprendo dopo pochi minuti con Reijnders e raddoppiando con Simic, difensore diciottenne all’esordio in Serie A.

Di Okafor il punto conclusivo. Terracciano insospettabile protagonista nella vittoria della Fiorentina sul Verona: il portiere viola intercetta un rigore a Djuric in apertura, e poi con altri 5-6 autentici miracoli tiene in partita i suoi, fino al gol di Beltran che vale il quinto posto.

L’Udinese si fa recuperare due gol di vantaggio dal Sassuolo (due rigori trasformati da Berardi). Il Torino batte l’Empoli con un altro gol di Zapata e torna a sognare scenari europei.

L’Atalanta ribalta la Salernitana grazie a un Muriel tornato in gran forma. Dopo il primo tempo chiuso in vantaggio dai granata, il colombiano pareggia a inizio ripresa con un fenomenale esterno destro al volo, e 5’ dopo costruisce l’azione del vantaggio, finalizzata da Pasalic.

Di De Katelaere e Miranchuk i gol della sicurezza, dopo che la Salernitana aveva ripetutamente sfiorato il pari (anche un palo di Dia).

A cura di Diego De Mattia

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