Il punto sulla serie A: Inter più forte delle polemiche, stop Juve e Milan! Avanzano Roma e Atalanta

Nel weekend dei rigori sbagliati (ben cinque!) diverse sorprese e una conferma: l’Inter è la squadra da battere!

In una giornata che si prospettava favorevole agli inseguitori, la squadra di Inzaghi da’ un ulteriore segnale di forza, allungando e riportandosi in testa con una partita in più da giocare.

I nerazzurri vincono a Firenze una gara durissima cui c’è molto del loro campionato: primo tempo di qualità, secondo di resilienza.

Pur priva di due elementi essenziali come Chalanoglu e Barella, l’Inter sblocca il match al terzo tentativo pericoloso, con il solito Lautaro.

Stucchevoli le proteste viola per una spinta lieve dell’argentino su Parisi. Proteste infondate che si ripetono nel finale di tempo per un vicendevole abbraccio tra Bastoni e Ranieri: mancano i requisiti per un rigore, e tantomeno per una review da Lissone.

Assumono ormai i contorni della farsa i commenti degli opinionisti di DAZN, che invece invocano interventi del Var. Nel secondo tempo l’Inter arretra, forse troppo, e punge molto meno.

I viola non creano grandi insidie, ma potrebbero raccogliere i frutti del loro sforzo quando Sommer esce su un cross e colpisce con un pugno Nzola: il portiere impatta prima il pallone e poi la testa dell’avversario, ma per il Var è sufficiente a decretare il rigore.

Nico Gonzalez mette tutti d’accordo con un retropassaggio a Sommer dagli 11 metri. Finisce con la Fiorentina che cinge d’assedio l’area avversaria, ma l’Inter sa soffrire fino in fondo e ne esce con tre punti pesantissimi.

La Juve incappa in un inatteso stop casalingo con l’Empoli e Allegri finisce sul banco degli imputati per aver sottovalutato l’impegno.

Il tecnico toscano, già privo di Rabiot e Chiesa, lascia fuori Yldiz e Danilo in diffida, forse pensando già al match con l’Inter, e schiera Milik, che però lo ripaga facendosi espellere dopo 18’. Marinelli da’ solo giallo, ma il VAR lo richiama alla correzione.

A quel punto i bianconeri arretrano, provando rapide sortite in contropiede, e a inizio ripresa Vlahovic trova il vantaggio in mischia da calcio d’angolo.

Sembra fatta per la Juve, anche perché di fronte ha il peggior attacco della serie A, ma gli uomini di Allegri arretrano troppo, l’Empoli ritrova coraggio, e Baldanzi, poco dopo il suo ingresso in campo, firma il pari con un destro chirurgico dal limite.

Nel finale la Juve torna all’attacco ma si scopre, e concede le migliori chances a Cambiaghi e Cancellieri, che sprecano.

Proprio quest’ultimo è protagonista del giallo finale: un rinvio maldestro dí Szczeny finisce sui suoi piedi ai 35 metri, ma un attimo prima di poter calciare nella porta rimasta sguarnita, Marinelli fischia la fine. Semplicemente folle.

Il Milan è fermato sul pari da uno splendido Bologna, in una gara pazza piena di colpi di scena. I felsinei giocano meglio e vanno avanti grazie a Zirkzee, ancora dominante su questo campo, dove ha già dato due dispiaceri all’Inter.

Il Milan si affida alle iniziative dei singoli e trova un primo rigore per un discutibile intervento di Ferguson su Kjaer, che però Giroud sbaglia malamente. Poco dopo però Loftus-Cheek si inserisce con i tempi giusti e fa 1-1.

Nella ripresa il Milan guadagna progressivamente campo, coglie l’incrocio con Reijnders e poi ha una seconda chance dagli 11 metri (manata al volto subita da Leao): si presenta Theo Hernandez, tira sul palo, poi ribadisce in gol, ma ovviamente non vale (e’ incredibile che lui stesso e molti altri in campo non si rendano conto dell’irregolarità!).

Poco dopo però è ancora Loftus-Cheek a trovare la via del gol (prima doppietta per lui) con una sassata di testa che piega le mani a Skorupski.

Finita? Macché! In pieno recupero Orsolini (inspiegabilmente tenuto in naftalina fino all’82’) si incunea in area, serve un assist al bacio che Kristiansen chiuderebbe agevolmente in rete, se non fosse strattonato da dietro.

Rigore netto, Massa non lo vede, ma il VAR si: Orsolini trasforma e al Milan restano tanti rimpianti per una serata che sembra lo specchio della sua stagione in altalena.

Tra Lazio e Napoli va in scena una partita inguardabile, con un solo tiro in porta, e lo 0-0 ne è l’inevitabile risultato.

Contro un Napoli privo dei suoi elementi migliori, orientato solo a non prendere gol, la Lazio ha fatto qualcosa in più, ma troppo poco. L’unico lampo del match, un gran gol di Castellanos in rovesciata, e’ stato vanificato dal precedente fuorigioco.

Una bella Atalanta supera abbastanza agevolmente l’Udinese, con due gol di Miranchuk e Scamacca in chiusura di primo tempo.

I bergamaschi sono la squadra più in forma nel 2024, anche se priva dell’uomo più importante, Lookman: con questo successo la Dea raggiunge il quarto posto (con una gara da recuperare) e si candida seriamente a un posto nell’Europa più nobile.

La Roma di De Rossi vince a Salerno e fa un salto in classifica portandosi al quinto posto.

Continuano a vedersi progressi nel gioco dei giallorossi, anche se diversi elementi si dimostrano inadatti al palleggio, e solo a tratti si vede il ritmo e la rapidità negli scambi che il tecnico sta cercando di trasmettere alla squadra.

Dopo un primo tempo incolore, in cui la Salernitana aveva tentato alcune buone ripartenze, la Roma trova un vantaggio abbastanza casuale grazie a un’ingenuità di Maggiore, che regala un rigore a Dybala.

Passano pochi minuti e lo stesso argentino innesca di tacco Karsdorp, che si sovrappone con i tempi giusti e serve un cioccolatino per Pellegrini, che ringrazia e fa 2-0: da un po’ di tempo non si vedeva un’azione così semplice eppure perfetta.

Poco dopo però la desuetudine alla difesa a 4 mostra i suoi limiti, e Kastanos ne approfitta infilandosi tra i centrali per riaprire il match.

Il finale è un convulso assalto dei campani, con la Roma che abbandona il fioretto e pensa solo a difendersi, concedendo comunque poco ai granata.

Nella serata di addio a Gigi Riva, il Torino non si commuove e sbanca il Sant’Elia: si mette di nuovo male per il Cagliari.

Un Monza più pragmatico del solito supera di misura il Sassuolo: torna al gol Colpani.

Il Genoa batte il Lecce in rimonta e si gode un posto al sole a centro classifica. Solo un pari tra Verona e Frosinone: occasione persa soprattutto per gli scaligeri, che comunque mostrano un’invidiabile tenacia anche a fronte della smobilitazione generale del club.

Nella settimana in cui le Iene hanno dato evidenza dei numerosi errori arbitrali di questa stagione, e, soprattutto, portato alla luce due casi di manipolazione delle immagini al VAR (Juve-Roma e Sassuolo-Lazio), in Belgio si decide per il replay di Anderlecht-Genk, condizionata da un errore di arbitro e VAR: un bell’esempio, che naturalmente non ci aspettiamo possa essere emulato dalla FIGC

A cura di Diego De Mattia

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