Il punto sulla serie A: Inter forza 4! Vincono Juve, Bologna e Roma. Gasperini, perché ti accontenti?

L’Inter priva di ben otto titolari vince anche a Lecce, mettendo a segno una quaterna per la terza gara di fila.

La compagine di Inzaghi ha ormai raggiunto una sicurezza e una maturità tali per cui, anche in assenza degli interpreti principali, le seconde linee riescono a recitare il copione senza difficoltà.

C’è stata partita solo nel primo tempo, quando i nerazzurri hanno un po’ sofferto l’asfissiante pressing dei salentini.

Ci ha pensato il solito Lautaro, con una doppietta che gli fa scavallare quota 100 in serie A. Di Frattesi e De Vrji le altre due marcature.

La Juve torna alla vittoria contro il Frosinone con più fortuna che merito, confermando le evidenti difficoltà di questa fase della stagione.

Dopo l’iniziale vantaggio di Vlahovic, i ciociari avevano ribaltato il risultato, per poi chiudere il primo tempo sul 2-2 firmato ancora dal serbo.

Ripresa con molta frenesia dei bianconeri, ma pochissime occasioni nitide. Al 95’, a 20 secondi dal triplice fischio, quando l’ennesimo passo falso della Juve sembrava ormai cosa fatta, Rugani pesca il jolly da 3 punti che rida’ un minimo di ossigeno ad Allegri, atteso da un ciclo terribile di scontri al vertice.

Il miglior Milan della stagione domina la sfida contro l’Atalanta, ma porta via solo un punto. I rossoneri, trascinati da un Leao finalmente in grande spolvero, hanno schiacciato gli orobici per quasi tutto il match, ma non hanno saputo concretizzare la gran mole di gioco e di occasioni.

Andati in vantaggio in apertura con un gioiello del portoghese, hanno dovuto subire il pareggio su rigore dí Koopminers al tramonto del primo tempo.

Molte polemiche per il penalty concesso da Orsato su segnalazione di Irrati al Var, apparso molto dubbio: Holm è colpito in modo assai lieve al petto, e simula un danno al volto.

Irrati (che ha acquisito una immeritata fama di miglior Var) insieme agli altri arbitri italiani farebbe bene, più che cercare di scovare rigori a ogni colpo di vento, a percorrere una inesplorata sezione del protocollo Var: quella in cui si parla di sanzioni ai simulatori.

Il secondo tempo è un dominio assoluto del Milan, che schiaccia l’Atalanta e crea numerose occasioni con Pulisic, Calabria, Loftus-Cheek e Leao, ma l’imprecisione e la bravura di Carnesecchi evitano il gol.

Per gli orobici un punto ma anche un passo indietro rispetto alle ultime prestazioni: la squadra ha una dimensione tale per cui non dovrebbe più accontentarsi di non perdere su questi campi. Il Bologna vince in scioltezza contro il Verona e ritrova il quarto posto solitario.

Un’altra serata di grande calcio per la banda Motta, che domina l’avversario per 90’, con Fabbian mattatore: un gol e un assist al bacio per Freuler per confezionare il 2-0.

L’Empoli sbanca anche Sassuolo e Davide Nicola si appresta a scrivere un’altra pagina memorabile della sua carriera, già ricca di imprese clamorose.

Con lui in panchina, i toscani hanno ottenuto ben 12 punti in 6 partite, dopo averne racimolati appena 13 nelle prime 20 giornate, e con questo successo si staccano dallo stesso Sassuolo e dalla terz’ultima con 5 punti di margine.

Gli emiliani al contrario, ancora privi di Berardi, conoscono il punto più basso dal loro arrivo in serie A, e Dionisi ne fa le spese: esonerato, al suo posto Bigica.

La Roma, reduce dal successo in coppa contro il Feyenoord, supera anche il Torino grazie a un hat-trick di Dybala e si isola al sesto posto. De Rossi lascia fuori Lukaku e lancia Azmoun, che offre un assist a Kristensen(che coglie il palo) e poi procura il rigore del vantaggio in chiusura di tempo.

Neanche il tempo di rimettere palla al centro e Zapata fa 1-1 (secondo gol alla Roma dall’attaccante a lungo inseguito dai giallorossi la scorsa estate): il pari all’intervallo e’ giusto, perché i granata stanno meglio in campo, pur non creando molto.

Nel secondo tempo però Dybala si prende la scena e porta a casa il pallone grazie al suo sinistro magico: prima un tiro da fuori all’angolino, poi un fendente in area da posizione defilata.

Facciamo i debiti scongiuri, ma evidenziamo che nella gestione De Rossi il campione argentino non ha più sofferto infortuni: può essere dovuto anche al tipo di sforzo che gli si chiede? Il tecnico giallorosso in sala stampa ha detto che si poteva fare meglio. Vero, ma intanto sono 5 vittorie in 6 partite per lui.

Quattro pali, un rigore sbagliato e una quantità industriale di palle gol mancate non hanno impedito alla Fiorentina di superare una Lazio assai dimessa.

I biancocelesti erano riusciti persino a portarsi in vantaggio con l’unica azione degna di nota della loro partita, chiusa da L. Alberto, al termine di un primo tempo in cui i viola avevano sbattuto già tre volte sui legni e chiamato Provedel agli straordinari.

Ma nella ripresa prima Kayode, poi Bonaventura hanno organizzato la rimonta, con un altro rigore fallito da Nico Gonzalez nel mezzo.

Molto bene i viola, molto male la Lazio, che evidentemente non riesce a gestire i numerosi impegni ravvicinati.

Osimhen non basta al nuovo Napoli di Calzona: i campani sono raggiunti all’ultimo respiro da Luvumbo, complice uno svarione di J. Jesus.

La stagione dei campioni sembra ormai irrecuperabile, mentre per gli isolani un punto che può significare molto.

La Salernitana esce ancora sconfitta dall’Arechi contro il Monza (gol di Maldini e Pessina) e vede ormai vicina e inevitabile la serie B.

Il Genoa di Retegui e Gudmundsson batte anche l’Udinese e si garantisce un posto al sole nell’ultima fase di campionato

A cura di Diego De Mattia

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