Il punto sulla serie A: Inter devastante, la Juve vince senza giocare! Il Milan “esonera” Mou. Ok Lazio

Un’Inter devastante reagisce alle ultime prove opache con una prestazione di grande spessore, dominando il Monza dal primo all’ultimo minuto.

I nerazzurri si presentano con un avvio veemente in cui segnano due gol in un quarto d’ora e ne sfiorano altri; il primo tempo e’ un monologo, interrotto solo per un momento dal gol di Pessina, annullato per offside millimetrico.

Nella ripresa la musica non cambia, l’Inter si abbassa un po’, ma riparte forte e colpisce con azioni veloci e di grande qualità. Il 5-1 conclusivo è il risultato coerente con quanto visto in campo.

Doppiette di Chalanoglu (prima in Italia) e del solito Lautaro, con perla finale di Thuram. Raramente abbiamo visto il Monza di Palladino così dimesso, ma contro questa Inter c’era davvero poco da fare.

La Lazio per la prima volta nell’era Sarri centra la quinta vittoria consecutiva, superando di misura il Lecce.

Una gara non bellissima dei biancocelesti che subiscono a lungo l’azione dei salentini, ma – come ripetiamo da qualche settimana – mostrano una compattezza e un pragmatismo che non si sono visti spesso nel triennio di Sarri.

“Prendi i soldi e scappa” ha detto il tecnico laziale, molto critico sulla destinazione araba della Supercoppa, che vedrà protagonisti anche i laziali.

La Roma crolla a San Siro contro il Milan nel match tra le due grandi deluse in Coppa Italia. Dopo la cocente sconfitta nel derby, i giallorossi escono ancora battuti dal Milan con tre gol francesi, e scivola tristemente al nono posto.

I rossoneri stappano la partita al primo affondo, con una grande azione di Adli, tra i migliori in campo; poi a inizio ripresa cambiano marcia e raddoppiano con Giroud.

La Roma prova a rientrare in partita grazie a uno svarione di Calabria, che offre a Paredes il rigore del 2-1; ma è solo un’illusione, perché poco Theo Hernandez con una grande percussione fissa il risultato sul 3-1, che vale l’esonero di Mourinho.

La Juve vince facilmente per 3-0 contro il Sassuolo un match che ci è sembrato piuttosto un’amichevole estiva, a giudicare dal livello di agonismo in campo.

I bianconeri non vincevano con più di un gol di scarto da ottobre e devono ingraziare tre volte Consigli per gli svarioni con cui concede altrettante reti agli avversari: il terzo è qualcosa di davvero imbarazzante.

Ha fatto molto discutere la sparata di Allegri nel post partita: “siamo le guardie che inseguono i ladri (l’Inter)”.

Dare dei “ladri” a un avversario da parte di un allenatore di un club, è già di per se’ qualcosa di infelice e antisportivo, ma se il tecnico in questione è Allegri, mister di un club con la storia della Juventus, in campo e fuori, coinvolta spesso in illeciti e scandali, la cosa assume i contorni del grottesco.

Allegri allena in serie A perché la Federcalcio ha deciso di tutelare il brand Juve invece delle regole, e anche in questa stagione il club è stato al centro di scandali per gli illeciti (scommesse e doping) dei suoi tesserati e può permettersi queste uscite – magari risultando persino simpatico a un pubblico distratto – grazie alla compiacenza di un circuito mediatico che gli evita sempre imbarazzi e domande scomode, nascondendo i suoi atteggiamenti antisportivi e prevaricatori, come la sua irruzione nello spogliatoio dell’arbitro di qualche settimana fa, a Genova.

Lo stile Juve ci ha abituato da tanti anni a queste clamorose cadute, e a conti fatti, bisogna riconoscere che è stata pura utopia sperare in un cambio di passo dopo la sostituzione di Agnelli e Nedved, rassegniamoci.

Il Napoli vince il derby campano in rimonta, con un gol in mischia di Rahmani in pieno recupero. Ancora troppo poco, ma almeno Mazzarri rivede un po’ di luce. Il Bologna cade a Cagliari, in un match dai due volti.

I Felsinei, privi di Zirkzee, Saelemaekers e Ndoye dominano, vanno avanti con Orsolini, ma poi subiscono il ritorno del Cagliari che prima pareggia con Petagna, che scherza Calafiori, e poi trova il punto della vittoria grazie a un’autorete dello stesso difensore, in giornata-no.

La Fiorentina rimonta due volte l’Udinese, ma nel finale Bonaventura è fermato dal palo e deve accontentarsi di un solo punto, che rallenta la marcia verso la Champions.

L’Atalanta rifila una cinquina al povero Frosinone. Orobici sul 3-0 dopo appena 14’, praticamente non c’è mai stata partita. Il Verona batte l’Empoli nel match salvezza che costa la panchina ad Andreazzoli. Insipido pari senza reti tra Genoa e Torino

A cura di Diego De Mattia

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