Il punto sulla serie A: Il derby alla Roma, Inter inarrestabile, ok Juve e Milan. Stop Bologna

La solita Inter devastante vince in rimonta a Udine, mostrando ancora una volta una qualità e una forza mentale comuni a poche squadre nel mondo.

I nerazzurri dominano sin dall’inizio ma vanno in svantaggio sull’unico affondo della partita dei friulani, a fine primo tempo.

In apertura di ripresa pari di Chalanoglu su rigore, poi diverse occasioni e l’acuto finale quasi allo scadere: la cattiveria agonistica con cui tre interisti si fiondano sul pallone respinto dal palo al 95’ e’ la foto di questa squadra, che non sembra affatto sazia di quanto fatto finora.

Il Milan vince senza troppo sforzo contro il Lecce, esibendo uno stato di forma ottimale che forse non aveva mai avuto in questa stagione, e adesso può concentrarsi sui quarti di EL.

Partita indirizzata sin dall’inizio dai gol di Pulisic e Giroud, e dall’espulsione di Krstovic autore di un’entrata sconsiderata. Molte polemiche dei leccesi per il terzo gol di Leao, segnato mentre Almqvist era a terra nell’altra area, colpito fortuitamente alla testa.

La Juve torna al successo dopo sei settimane di digiuno contro la Fiorentina.

Buon primo tempo dei bianconeri, che segnano 4 volte, ma 3 in fuorigioco, e non concedono nulla ai viola; nella ripresa invece Allegri pensa solo a contenere e la Fiorentina esce alla distanza, Nico Gonzales chiama Szczeny a una pazzesca deviazione sulla traversa e poi è Beltran che fallisce da pochi passi, centrando il compagno d’attacco Nzola

Nella giornata in cui sognava l’aggancio alla Juve, il Bologna non va oltre il pari a Frosinone. Gara dai due volti. Nel primo tempo meglio i ciociari, che asfissiano il gioco di Motta e avrebbero una clamorosa occasione da gol, fallita da Cheddira.

Nella ripresa progrediscono i felsinei, che pur senza strafare, hanno tre occasioni per segnare; clamorosa l’ultima cestinata da Ndoye, che fallisce da pochi passi.

Il Frosinone recrimina, a ragione, per un intervento di Salemaekers molto simile a quello costato il rosso a Krstovic: in questo caso l’intervento è anche più scomposto e il danese va volontariamente a contenere il pallone all’avversario colpendolo alla testa.

Per Orsato, inspiegabilmente, è solo da giallo. Insomma, ciò che fa giurisprudenza al sabato, non vale più alla domenica…

La Roma torna vincere la stracittadina dopo due anni di astinenza e 4 derby con Mourinho in cui non era riuscita nemmeno ad andare in gol.

Una partita non bellissima (come peraltro la maggior parte dei derby) vinta dalla squadra che ha creato più gioco e più occasioni, e che ha cercato con più convinzione i tre punti.

Soprattutto nel primo tempo, i giallorossi hanno avuto il controllo della palla e sono arrivati alla conclusione in modo pericoloso almeno 4-5 volte, trovando infine la rete del successo grazie a un colpo di testa su corner di Mancini.

Nella ripresa la squadra di De Rossi ha provato a raddoppiare in contropiede, El Sharawy ha colpito un palo a tu per tu con Mandas, e Lukaku ha fallito un paio di buone chances. La Lazio? Praticamente nulla, o quasi.

L’unica occasione di una certa pericolosità l’ha avuta Immobile in apertura, poi più nulla. Anche nella mezz’ora finale, quando la Roma ha arretrato un po’ troppo il baricentro, i biancocelesti non hanno creato insidie a Svilar, che praticamente ha chiuso da spettatore non pagante.

Otto vittorie, 2 pareggi e una sola sconfitta (con l’Inter), oltre a due (impegnativi) turni di EL superati: questo il bilancio di tappa di De Rossi, che ha impresso un deciso cambio di passo nel gioco e nella mentalità di questa squadra.

Etica del lavoro, passione, cura del dettaglio; si narra che Capitan Futuro sia al lavoro a Trigoria dalle 8 alle 20 ogni giorno, e’ finito il tempo degli alibi e dello scaricabarile delle responsabilità, ormai anche i nostalgici di Mourinho si rassegnano all’evidenza: la Roma ha fatto più progressi in questi 3 mesi con De Rossi che nei precedenti 3 anni col portoghese.

Quanto alla Lazio, i biancocelesti sono ancora indietro nella comprensione del calcio che Tudor vorrebbe, e anche stavolta le scelte di formazione non ci hanno convinto.

Ennesima impresa straordinaria del Cagliari, che batte l’Atalanta con un’altra rimonta da favola e mostra tutta la grinta e la voglia di non mollare mai che sono evidentemente il marchio di fabbrica del suo mister, Sir Claudio Ranieri.

I bergamaschi si erano portati in vantaggio in apertura grazie al gol di Scamacca (sempre a segno partendo titolare), e sembravano poter controllare agevolmente il match; ma nel finale di primo tempo l’acuto di Augello riportava la gara in equilibrio.

Nella ripresa Gasperini sostituiva Scamacca e Koopminers con gli impalpabili De Katelaere e Tours’ e l’Atalanta si spegneva gradualmente, mentre Ranieri inseriva Luvumbo e Viola che, in un finale in crescendo, confezionavano il gol vittoria degli isolani.

L’Empoli supera il Torino in una girandola di emozioni, 5 gol, molti errori difensivi (clamoroso quello conclusivo di Bellanova) e i due cambi di Davide Nicola – Cancellieri e Niang – decisivi per il successo dei tosacani.

Il Napoli vince in rimonta a Monza con 4 gol, di cui almeno 3 di pregevole fattura. Si sono rivisti lampi della squadra campione d’Italia.

A cura di Diego De Mattia

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