Il punto sulla serie A: E’ champions per la Dea! Cagliari e Verona in festa, Irrati ferma l’Empoli. Udinese e Frosinone, finale da brividi

L’Inter festeggia il tricolore pareggiando con la Lazio: al gol di Kamada risponde nel finale Dumfries.

La festa dei nerazzurri è rovinata dalle preoccupanti vicende societarie, che vedrebbero ormai ai titoli di coda la proprietà cinese di Zhang.

La Lazio dice definitivamente addio alle speranze di raggiungere la Roma e si dovrà accontentare dell’Europa League.

L’Atalanta vince a Lecce e può festeggiare il ritorno in Champions, in attesa della serata più importante della sua storia a Dublino.

Protagonista ancora Scamacca, il grande assente nella sconfitta in coppa Italia, che prima inventa un assist clamoroso per De Katelaere, poi sigilla il 2-0 finale.

Bologna e Juve finiscono in parità una serata incredibile. I rossoblu dominano per 70’, segnano 3 gol e sembra non ci sia partita, ma all’improvviso subiscono un blackout e consentono ai bianconeri l’insperata rimonta.

In grande evidenza Calafiori, che firma una doppietta: la sua sostituzione coincide con l’avvio della rimonta della Juve.

La Roma batte il Genoa in una partita sofferta e blinda definitivamente il sesto posto, in attesa di sapere se potrà valere la Champions. Partita brutta e priva di emozioni nel primo tempo.

Nella ripresa i giallorossi si sbloccano, De Rossi si decide a inserire Dybala ed El Sharawy ma proprio nel momento di massima pressione si ritrova in 10 per l’espulsione di Paredes da parte di Manganiello, arbitro permaloso quanto inetto: solo lui sa cosa sia successo per estrarre in pochi secondi i due gialli.

Ma in 10 si gioca meglio, secondo l’antica massima del Barone Liedholm, e allora Lukaku, all’ultima con questa maglia, trova il colpo di testa da tre punti.

Nelle 17 partite con De Rossi in panchina, la Roma è quarta: un dato che alimenta ulteriori rimpianti per tutto ciò che non è stato fatto in precedenza.

Il Cagliari vince meritatamente a Sassuolo e firma l’ennesima impresa di Sir Claudio Ranieri.

Una salvezza che a un certo punto della stagione sembrava impossibile, costruita mattone dopo mattone con la caparbietà del suo condottiero soprattutto nei match che sembravano impossibili, come con Inter e Juve, o in rimonte leggendarie con Frosinone, Sassuolo, Bologna, Atalanta.

Finisce invece l’epopea degli emiliani, che retrocedono in serie B dopo 11 anni. A Udine due interventi di arbitro e VAR decidono la partita, e forse la stagione dell’Empoli.

Protagonista, ancora una volta, Irrati, che, come abbiamo già sottolineato in altri casi, si è guadagnato l’immeritata fama di miglior VAR italiano (figuriamoci gli altri…).

Ci lasciano molto perplessi entrambi gli episodi in cui richiama al monitor Guida (arbitro a sua volta in chiaro deficit di personalità, incapace di confermare le sue decisioni di campo), soprattutto perché non rispettano quei requisiti di “chiaro ed evidente errore”.

Sul primo caso, in particolare, una presunta (inesistente) gomitata di Niang viene prima ritenuta innocua da Irrati, che poi, dopo averla rivista più volte, cambia idea e la segnala a Guida, insieme a due presunti tocchi di mano chiaramente non punibili: come se la somma di tre situazioni non sanzionabili facesse un caso da Var.

In chiusura, 3 minuti dopo la fine del recupero, Irrati si ripete, richiamando Guida e consigliando il rigore: la trattenuta su Payero c’è, evidente, ma non gli impedisce di calciare a un metro dalla porta, quindi ancora una chiamata al limite. In entrambi i casi le review impiegano molti minuti per emettere un verdetto, anche questo chiaro indice della opinabilità delle due situazioni, e il protocollo viene totalmente ignorato.

Gli arbitri italiani si interroghino sul fatto che solo da noi il VAR interviene in casi simili, e il metro da noi è completamente diverso da quello dei maggiori campionati europei.

Il Frosinone vince a Monza ed è a un passo dalla salvezza: basterà un punto contro l’Udinese. I brianzoli hanno ormai staccato la spina ed è un peccato, avrebbero potuto onorare diversamente il loro ottimo campionato.

Il Verona vince a Salerno e stacca il pass per la permanenza in serie A. Anche questo è un miracolo sportivo che va sottolineato: a gennaio il club ha venduto tutti i suoi pezzi migliori, Ngonge, Faraoni, Doig, Djuric, Hien, Terracciano e la salvezza sembrava a quel punto impossibile, ma non per Baroni, che ripete il capolavoro di un anno fa a Lecce.

Napoli e Fiorentina fanno 2-2 in una bella partita, ricca di emozioni, con due magnifiche esecuzioni da calcio piazzato, di Biraghi e Kvara.

Infine un ottimo Torino demolisce un Milan già in vacanza e sogna l’Europa ai danni della Viola.

Chiudiamo con le note dolenti della politica, sportiva e non.

Il Presente del CONI Malago’ e’ tornato sulla polemica che lo vede contrapposto al Governo nel progetto di costituzione di una Authority che controlli i conti delle società di calcio e basket. “Bastava coinvolgere COVISOC e COMTEC, una strada più sbrigativa e altrettanto di garanzia”, una tra le sue tante illuminazioni, con la chiosa finale delle frecciate a Inter e Milan e le proprietà gestite da fondi.

Ecco, caro Malago’, se il calcio è un far west in cui le regole valgono solo per il Chievo o il Cesena, se ci sono situazioni a dir poco opache persino su due club blasonati come le milanesi, se la Juve passa da un falso in bilancio a un aggiotaggio, se ogni anno qualche club di B o C fallisce, il tutto senza che la vigilanza della federazione batta ciglio, evidentemente il problema non possono risolverlo quelli che fino a oggi l’hanno creato e alimentato

A cura di Diego De Mattia

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