Il punto sulla serie A: Bologna in paradiso, la Dea batte la Roma e vede la champions. Juve, che vergogna con la Salernitana

Dopo il passaggio a vuoto contro il Sassuolo, l’Inter torna devastante e rifila una manita al malcapitato Frosinone.

Cinquina anche sulla ruota del Milan, che asfalta il Cagliari e ufficializza il suo secondo posto. Pioli lascia in panchina Leao, e quando lo fa entrare, nel secondo tempo, ottiene da lui un gol e un assist: un po’ più bastone e meno carota con il portoghese, forse avrebbero potuto cambiare la storia di questi due anni del Milan.

Il Bologna sbanca Napoli e corona nel migliore dei modi un traguardo storico: per la prima volta nella sua gloriosa storia giocherà con il pallone stellato della Champions League!

Un’apoteosi firmata da un grande tecnico, Motta, che forse non ci sarà l’anno prossimo: sarebbe un vero peccato!

Una Juve più brutta del solito (e ce ne vuole…) pareggia in casa contro la Salernitana, retrocessa e in vacanza da tempo.

Spettacolo indegno dei bianconeri, che si salvano solo nel finale , e che devono dire grazie ancora una volta all’arbitro, il giovane Santoro, che inspiegabilmente grazia Szczeny che abbatte Ikwemesi in area: sarebbe rigore e cartellino rosso, perché il fallo è durissimo e chiaramente volontario, ma fischietto e VAR (Mazzoleni) si girano dall’altra parte.

E’ probabilmente una delle più scandalose topiche del campionato, praticamente unanime il parere di moviolisti e commentatori, eccezion fatta, tanto per cambiare, per DAZN: hanno ancora un barlume di credibilità questi signori?

Nel finale, dopo il pari in extremis di Rabiot, i granata hanno la palla per vincerla, ma Basic la cestina. I Bianconeri scivolano al quarto posto, superati anche dal Bologna; Allegri può “festeggiare” il ritorno in Champions, ma difficilmente ci sarà lui a disputarla.

Scene inqualificabili al gol del pari, con Locatelli che insulta i suoi stessi tifosi, neanche avesse segnato un gol al Bernabeu…L’Atalanta demolisce una Roma irriconoscibile e si assicura il quinto posto.

Per almeno un’ora di gioco si sono viste in campo due squadre che non sembravano della stessa categoria: ì bergamaschi segnano due gol, colpiscono due pali e sfornano una quantità industriale di occasioni, con la Roma incapace di superare la metà campo.

Il rigore (generoso) ottenuto da Abraham e trasformato da Pellegrini ha ridato coraggio ai giallorossi, che hanno avuto anche due buone chances per il pari, ma sarebbe stato oggettivamente un premio immeritato.

Come nei 20’ finali di Leverkusen, non ci ha convinto l’atteggiamento proposto da De Rossi, che ha di nuovo rinnegato se stesso presentando una squadra impaurita, con la difesa a 3 e tanti lancioni per Lukaku (che a sua volta sembra la controfigura del bomber che fu…).

In questi tre mesi la Roma ha compiuto progressi evidenti, nella mentalità, nel gioco e nei risultati; perdere con l’Atalanta, una squadra forte e in salute, ci sta. Soccombere così, un po’ meno.

La Lazio batte l’Empoli e si riporta in scia ai cugini, in competizione per il sesto posto che potrebbe valere la Champions.

I biancocelesti soffrono a lungo ma riescono a essere concreti nei momenti determinanti del match, segnando allo scadere delle due frazioni e conservando la porta inviolata grazie ai miracoli di Mandas.

Il Sassuolo va avanti, per una mezz’ora sogna la salvezza, ma poi subisce la rimonta del Genoa, che rimanda all’inferno gli emiliani. Il Verona cede al Torino sul più bello i tre punti che avrebbero potuto darle la salvezza certa. L’Udinese vince a Lecce e si prende i tre punti che potrebbero significare salvezza. La Fiorentina supera il Monza.

A cura di Diego De Mattia

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