Il punto sulla serie A: Bologna, è quasi fatta. Roma-Juve, decidono i portieri (e l’arbitro..). Lazio pari e fischi

L’Inter cade a Sassuolo, piegandosi per la seconda volta in stagione ai neroverdi.

Al di là delle consuete dietrologie, che in questi casi abbondano a dismisura, la differenza tra le motivazioni in campo ha fatto la differenza tra una squadra ormai in vacanza e con la pancia piena, e una all’ultima spiaggia per salvarsi.

Il Milan inciampa ancora una volta, fermato in casa da un indomito Genoa. I rossoneri rimontano due volte, passano in vantaggio, ma nel finale regalano il pari ai genoani.

La contestazione non risparmia nessuno, dalla squadra, al tecnico, alla dirigenza. Sembra che la tifoseria abbia messo un veto sull’ingaggio di Lopetegui: l’ennesimo paradosso che conferma la necessità di ripensare radicalmente ruoli e strategie in un club che fino a dieci anni fa era un’eccellenza nel mondo in fatto di organizzazione.

Bologna ancora in panne a Torino, ma il traguardo è sempre più vicino. I rossoblu sono in evidente calo di forma, non hanno praticamente mai insidiato la porta avversaria, mentre i granata hanno avuto due enormi occasioni per prendere i tre punti, ma la traversa e Skorupski hanno detto di no.

La Roma non va oltre il pari con la Juve in una partita bella e combattuta fino alla fine.

Non possiamo pero’ commentare questo incontro senza iniziare da quanto accaduto al minuto 58: Weah, già ammonito, colpisce Paredes dopo aver scaricato palla.

E’ l’episodio che potrebbe rompere gli equilibri, ma non per Colombo, che non estrae il secondo cartellino; lo stesso Allegri non se lo fa ripetere, ringrazia e sostituisce il suo uomo un attimo dopo.

Uno dei tanti episodi che parlano da soli e sono una risposta implicita a Giuntoli, che alcuni giorni fa lamentava i mancati interventi da Lissone in favore della Juve: il VAR non interviene perché ci pensano gli arbitri in campo, che nei casi chiave non fischiano quasi mai per penalizzare i bianconeri

La partita. Tante emozioni e tanti capovolgimenti della sorte, le due squadre si sono alternate nel dominio della partita e nelle occasioni.

Parte meglio la Roma e va in gol con Lukaku; poi sale in cattedra Chiesa, che, dopo aver servito un cioccolatino a Vlahovic (ancora pessima la sua prova) ne offre uno a Bremer, che infila Svilar.

Nel secondo tempo ancora Chiesa in percussione trova un palo interno spettacolare, poi Pellegrini avrebbe la palla giusta, ma Bremer salva.

Svilar si ripete ancora su Locatelli e poi su Kean, mentre Kristensen trova Danilo sulla via della gloria. All’ultimo respiro e’ Abraham ad avere sui piedi la palla da 3 punti, ma esattamente come giovedì in coppa, la cestina, fermato da Szczeny.

Le scelte di De Rossi nel secondo tempo hanno destato qualche perplessità, in particolare Zalewski per Dybala (problema agli adduttori per lui) e la sostituzione di Baldanzi – il più intraprendente dei giallorossi – un attimo dopo che l’ex empolese aveva servito un grande assist a Pellegrini; e’ abbastanza evidente peraltro che molti giocatori iniziano a sentire il peso delle tantissime partite nelle gambe, e si tengono a galla solo con la forza di nervi.

Per la Juve il quarto pareggio consecutivo di questo terribile girone di ritorno, che tuttavia non toglie il buonumore ad Allegri, che continua a parlare di obiettivo Champions.

Un anno e due giorni dopo la serata in cui si laureò campione, il Napoli torna a Udine con tutt’altro umore, e ripete il risultato di allora: 1-1.

Success risponde last minute al gol di Osimhen, per un pari che lascia l’ennesima amarezza agli azzurri mentre alimenta le speranze friulane.

L’Atalanta incontra inaspettate difficoltà contro la Salernitana, ma alla fine ne viene a capo ribaltando l’iniziale svantaggio.

Ancora in gol Scamacca, di cui si è finalmente accorto anche Gasperini. “Atalanta-Fiorentina rimandata per motivi gravi, non per un codice giallo” le parole vergognose del tecnico bergamasco, con il chiaro riferimento al malore di Ndicka, che evitiamo di commentare.

Gasperini dimentica che il quinto posto che sta inseguendo varrà la Champions grazie soprattutto ai percorsi europei del club a cui rivolge le sue ignobili frecciate, la Roma.

La Lazio si ferma a Monza e vede svanire i sogni di rimonta Champions. Grottesco il finale in cui le due squadre si regalano gol a vicenda.

Se possibile ancor peggio nell’immediato dopo partita, con i biancocelesti che si consegnano alla contestazione, Immobile e Marusic vengono addirittura a contatto con i tifosi: scene da terzo mondo.

Il Verona batte la Fiorentina e vede vicinissimo il miracolo di una salvezza che a gennaio sembrava impossibile. Noslin ancora grande protagonista, un rigore procurato e il gol decisivo incorniciano la stagione di questo promettente talento.

Il Cagliari, ridotto in 10 per l’espulsione di Gaetano, è raggiunto nel finale dal Lecce, ma conserva almeno un punto che in questo momento pesa tantissimo. Si sono giocati la miseria di 43 minuti effettivi, che testimoniano ancora una volta l’inettitudine della nostra classe arbitrale e lo scarso valore del prodotto Serie A.

Pari e zero tiri in porta tra Empoli e Frosinone, tutto rinviato per la salvezza.

Nello scorso weekend PSG e Marsiglia non hanno giocato in campionato: la lega francese ha consentito loro di rinviare i rispettivi impegni per preparare al meglio le semifinali europee.

Magari chissa’, un giorno anche da noi i club impegnati nelle sfide europee beneficeranno di queste attenzioni

A cura di Diego De Mattia

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