Il punto sulla serie A: Bagarre Champions, vince solo la Dea! Pari per Bologna e Roma, solo noia tra Juve e Milan

L’Inter festeggia la vittoria del campionato divertendosi contro il Torino, realizzando due gol con Chalanoglu e mostrandosi non ancora sazia di successi. I granata peraltro erano stati egregiamente in partita fino all’espulsione (giusta) di Tameze.

Finisce a reti bianche tra le due deluse del campionato, Juve e Milan: una partita brutta e avara di emozioni. Un pareggio che fa comodo più ai rossoneri, arrivati allo Stadium con numerose assenze, costretti a chiudere con Bartesaghi e Zeroli.

La Juve doveva vincere per cercare di riavvicinare il secondo posto, ma ci ha provato con convinzione solo negli ultimi 15 minuti, quando Chiesa e Milik hanno rimpiazzato gli evanescenti Vlahovic e Ildiz.

Ci hanno sinceramente disorientato le parole di Giuntoli, che ha provato a giustificare questo ennesimo campionato negativo dei bianconeri con le decisioni di arbitro e Var.

Basterebbe ricordargli le partite con le squadre che la Juve precede in classifica – Bologna e Roma – macchiate da clamorosi errori a favore della sua squadra. Evidentemente Giuntoli si è calato rapidamente nella parte, anche se ha trascurato la massima di quel club, secondo cui vincere è l’unica cosa che conta.

Il Bologna si ferma sul pari contro l’Udinese, ma è un punto che pesa, soprattutto per come è arrivato. Brutta partita dei felsinei, che evidentemente iniziano a sentire la pressione per un traguardo ormai vicino.

L’Udinese probabilmente avrebbe meritato l’intera posta per come ha condotto il match, ma ha avuto il torto di non cercare il colpo del ko quando era in vantaggio di un gol e di un uomo.

La rete del pari rossoblu peraltro lascia grossi dubbi, perché Okoye è chiaramente spinto mentre salta per respingere il pallone: inspiegabile la mancata review.

Nel finale i friulani sfiorano nuovamente il vantaggio con un legno a Skorupski battuto. Ha dell’incredibile l’uscita di Motta nel post gara, che ancora una volta accusa l’arbitro (invece di ringraziarlo) per il poco tempo recuperato (che tra l’altro gli evita un calcio d’angolo a favore dell’Udinese): si sono giocati 56 minuti effettivi, 2 in più di Napoli-Roma.

Motta è un bravissimo allenatore, e sta realizzando un vero miracolo sportivo: dovrebbe adeguare il livello della comunicazione agli standard raggiunti dal club.

La Roma non va oltre il pari a Napoli in una partita con molte emozioni e capovolgimenti della sorte. I partenopei hanno sicuramente i maggiori rimpianti soprattutto per le occasioni non sfruttate nella prima frazione, mentre i gol sono arrivati tutti nel secondo tempo, frutto peraltro di circostanze casuali.

Apre la Roma grazie a un rigore (netto) procurato da Azmoun e trasformato da Dybala, pareggia Oliveira con un tiro deviato, poi Osimhen segna il rigore (suggerito dal Var) del 2-1, infine il redivivo Abraham fissa il risultato sul 2-2 finale.

Un secondo tempo con 4 gol, 2 rigori, 3 lunghe revisioni del Var, 9 sostituzioni in 6 slot ha generato appena 5 minuti di recupero decretati da Sozza: questo è uno dei tanti gap con i maggiori campionati europei che i nostri arbitri dovrebbero colmare in fretta.

L’Atalanta batte agevolmente l’Empoli con un rigore di Pasalic (segnalato dal Var) e un gol di Lookman.

Gli orobici a questo punto beneficiano di un calendario in discesa e potranno recuperare la gara con la Fiorentina a campionato finito: un evidente vantaggio, soprattutto se paragonato al trattamento riservato a Roma e Udinese dalla Lega.

La Lazio batte il Verona grazie a un gol di Zaccagni e continua a sperare in un posto in Europa.

Il Frosinone vince dopo oltre tre mesi di digiuno rifilando tre gol alla Salernitana e torna a respirare aria di salvezza al quartultimo posto.

Dopo un filotto di risultati utili contro le squadre di vertice, il Cagliari crolla rovinosamente a Marassi, dove incassa 3 gol dal Genoa.

La Fiorentina demolisce con una cinquina il povero Sassuolo, sempre più vicino alla retrocessione.

Pari tra Lecce e Monza: salentini ormai in salvo.

A cura di Diego De Mattia

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